Sciopero Telecom, “maxi bonus ai dirigenti coi tagli dei nostri diritti”

ugl telecom sciopero

Si sta svolgendo in queste ore lo sciopero nazionale dei lavoratori di Telecom Italia. Nel mirino finisce il bonus da 55milioni di euro per l’ad Flavio Cattaneo previsto in caso di raggiungimento di alcuni obiettivi.

Quali sono questi obiettivi? Secondo le organizzazioni sindacali le richieste dei mercati finanziari coincidono con la riduzione immediata dei costi che si traducono in drastici tagli ai diritti del personale. Ecco allora i bonus milionari in caso di ottimizzazione dei costi. Così, i lavoratori della Telecom scesi in piazza chiedono più trasparenza nella gestione degli appalti, con la riduzione di spesa e la visibilità di queste operazioni, oltre al blocco dei premi individuali raggiunti attraverso “canvass” e delle gare tra singoli dipendenti.

Secondo i lavoratori, inoltre è inaccettabile l’idea aziendale di demansionamento massivo dei lavoratori. Tagliare sì, ma i bonus per i dirigenti e puntare sulla redistribuzione delle risorse economiche attraverso un premio di risultato per tutti e che possa ridare entusiasmo e senso di appartenenza ai quasi 50mila lavoratori anche attraverso una migliore organizzazione aziendale. “Oggi manifestiamo il dissenso verso la politica del nuovo management di tagli dei diritti ai dipendenti, e non ai benefit – ha dichiarato Stefano Conti, segretario Ugl Telecomunicazioni – Diritti che da una vengono trasformati in costi da tagliare e dall’altra diventano premi milionari al management. E’ inoltre importante sottolineare come l’accordo sui contratti di solidarieta’ siglato ad ottobre 2015 da Ugl Tlc, Fistel Cisl, Uilcom Uil abbia impedito a Tim di trasformare oggi questi tagli sul costo del lavoro in migliaia di lavoratori in esubero”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil, “le azioni annunciate dall’ad Cattaneo – come efficientamento, maggiore competitività e sviluppo, più aggressività sul mercato, inizialmente accolte con attenzione ed interesse – alla fine hanno impattato con estrema durezza nella quotidianità lavorativa. In questa realtà la confusione “gestionale” dell’organizzazione del lavoro permane e si somma ad una ondata di azioni unilaterali intraprese dell’azienda”.

Allo sciopero di oggi, però, non hanno partecipato solo aderenti ai sindacati, ma anche lavoratori che per scelta non si sono mai iscritti ad alcuna sigla. E’ il caso di una dipendente che ha raccontato la sua testimonianza in risposta a un articolo che descriveva la “cura Cattaneo” in Telecom. “Mentre a noi – ha scritto qui la lavoratrice da oltre 12 anni in Telecom – si chiede di rinunciare al premio di risultato (che però quadri e dirigenti hanno preso seppur sotto un altro nome), mentre a noi si chiede di lavorare gratis e ora di rinunciare anche a pranzare, riducendo molti stipendi a 900euro al mese netti, dall’altra parte ci sono sempre stipendi grassi che non verranno mai toccati e il bonus di 40 milioni di euro che Cattaneo prenderà se riuscirà a raggiungere il suo obiettivo“.

 

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