Vende il figlio per 9mila euro: la compravendita dei neonati del sud Italia

Ci sono decisioni difficili da comprendere e da condivivere, se non hai mai conosciuto la disperazione.

La disperazione che ha spinto una mamma diciannovenne a vendere (si, “vendere”) il proprio bambino per 9mila euro.
A spingerla, e a far leva sulla sua solitudione e sulla sua povertà, sembra esserci stato un piazzista piuttosto abile, una trans con legami ben radicati con la camorra. Fu quest’ultima, quando il neonato aveva solo sette mesi, a “piazzarlo” ad una facoltosa coppia del nord, di Settimo Milanese, ma di origini meridionali. 9 mila euro il prezzo fissato. Una mediazione alla Stazione Centrale a Napoli, una bustarella in mano alla ragazza e due neogenitori felici ma con la coscenza lurida.
Tuttavia la ragazza dopo poco, forse a causa dei sensi di colpa, denuncia la scomparsa del proprio figlio ai Carabinieri. La sua storia è molto confusa e poco credibile. Mentre le forze dell’ordine indagano, tra intercettazioni e collegamenti, capiscono che il bambino è stato venduto e lo rintracciano.

Oggi sono passati due anni da questa storia ma solo ora è partito il processo alla giovane madre, oggi 22enne, al trans piazzista e alla coppia di “compratori” che però ha patteggiato e quindi avuto la possibilità di ridurre la propria pena. A processo la mamma del piccolo è accusata di alterazione dello stato civile del neonato, di quello stesso bambino al quale alla nascita aveva imposto il proprio cognome poiché, come aveva dichiarato all’ufficio del Comune, il figlio sarebbe stato il frutto di una relazione extraconiugale. Il compagno invece, padre naturale del bambino, nel frattempo era finito in carcere. Mentre le persone attorno a lui affrontano il processo e rischiano una pena da cinque a quindici anni di carcere, il piccolo di Torre del Greco ha ora tre anni ed è sottoposto alle cure di una casa famiglia nel napoletano in attesa che qualcuno lo adotti.

E’ troppo facile additare una teenager come “madre snaturata e senza cuore”. Di questa ragazza possiamo dire solo che è stata sfortunata e che la vita non le hai sorriso. Un compagno più grande di lei, che ha a casa una famiglia e non si prende le responsabilità che la nascita di un figlio comporta, un trans che sfrutta la povertà e le debolezze, l’hanno spinta a un gesto che solo chi ha provato la disperazione almeno una volta nella vita può comprendere. Qualsiasi commento sulla coppia di compratori è abbastanza superfluo.

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