Diminuiscono gli aborti, merito anche della pillola dei 5 giorni dopo

Cala ulteriormente il numero degli aborti in Italia. I dati del 2015 sarebbero condizionati, soprattutto nell’ultima parte dell’anno, dal boom delle vendite della pillola dei 5 giorni dopo.

Il ministero alla Sanità, in ritardo rispetto agli altri anni ma meglio tardi che mai, ha trasmesso la relazione sull’Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) al Parlamento. L’anno scorso si è scesi per la prima volta nella storia sotto i 90.000 aborti. Le Ivg sono più che dimezzate rispetto alle 230.000 del 1983. Riguardo al tasso di abortività e cioè al numero di interruzioni per ogni 1000 donne tra i 15 e i 49 anni, considerato il dato più importante per valutare l’andamento in questo campo, si vede allo stesso modo un calo importante: nel 2015 è stato del 6,6 cioè Dell’8% più basso rispetto al 2014.

Certamente il dato degli aborti segue quello delle nascite, fortemente in calo in Italia anche quest’anno ma è un fatto riconosciuto dallo stesso ministero alla sanità che la cosiddetta pillola dei cinque giorni, ha inciso molto sui numeri del 2015. La svolta è arrivata con la decisione dell’Alfa il 21 aprile dell’anno scorso di eliminare per le maggiorenni l’obbligo di prescrizione per questo medicinale e in effetti i dati degli aborti calano particolarmente nell’ultima parte dell’anno.

Del resto, il fatto che la riduzione degli aborti sia in parte sganciata da quella dei parti lo dimostra anche il cosiddetti “rapporto di abortività”, cioè il numero di Ivg ogni mille nati vivi. L’anno scorso è stato di 185,1 cioè il 5,7% in meno dell’anno precedente.

“Rimane elevato – spiegano da ministero – il ricorso all’Ivg da parte delle donne straniere, a carico delle quali si registra il 31.1% del totale del 2015 (era però il 33% nel 2014)”.

Riguardo all’obiezione di coscienza, le cose non sono cambiate molto, nel senso che resta altissimo il numero dei ginecologi che la sceglie. Nel 2014, ultimo anno a cui si riferisce la relazione, erano il 70,7% del totale, contro il 70 dell’anno precedente. Il numero del ginecologi non obbiettori, che praticano l’aborto è nel frattempo sceso da 1.490 a 1.408. Dal ministero fanno però notare che essendo sceso il numero delle Ivg, il lavoro per ogni ginecologo è rimasto lo stesso.

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