Elemosina solo agli immigrati: il razzismo borghese anti-italiano

Nel quartiere di Monteverde dove è sorta la tendopoli di via Ramazzini, un residente stufo del degrado ha provato a vestire i panni di una persona bisognosa che chiede l’elemosina ai connazionali. Ma dopo quello dello Stato, hanno scoperto il razzismo anti-italiano di molti cittadini.

“Ho voluto prendere un cappello – sono state le parole di Giacomo R., autore dell’esperimento – per poi scendere in strada a fianco ad uno di questi signori immigrati elemosinanti e accattonare a mia volta per protesta. Ma soprattutto per dialogare con chi fa l’elemosina e magari sperare di far riflettere qualcuno”.

La protesta, ovviamente, non è certo rivolta contro gli immigrati: Giacomo, infatti, ci tiene a precisare come sia indirizzata a quei residenti del quartiere che sembrano rimasti totalmente indifferenti alla situazione precipitata pericolosamente. “Proprio a loro chiedo: volete davvero vivere in un quartiere così? Vi sta bene e accettate davvero tutto? Per questo ho deciso di mettermi in strada a fianco ad un signore immigrato della tendopoli che ogni giorno staziona davanti a questo bar – e verificarlo di persona: se accettano loro, accetteranno anche me”.

Solitamente si crede che i pregiudizi sociali e culturali appartengano a una precisa sfera che comprende il razzismo anti-immigrati più becero. Invece l’esperimento di Giacomo ha portato alla luce un razzismo più raffinato, borghese ed elegante. Ma soprattutto, è un razzismo più infame perchè messo in atto da italiani contro altri italiani: “Quasi tutte le persone che hanno fatto l’elemosina all’immigrato nel vedere me chiedere una seconda volta l’elemosina, o si sono messe a ridere, o si sono spaventate oppure se ne sono andate via stizzite e offese”.

Monteverde è un quartiere residenziale di cui i residenti hanno sempre amato la tranquillità e il decoro. Dalla scorsa estate, però, qualcosa è inevitabilmente cambiato a causa dell’apertura della tendopoli della Croce Rossa. Ogni giorno, infatti, molti degli ospiti della struttura vengono visti chiedere elemosina presso i parcheggi o all’uscita dei supermercati anche con una certa insistenza. Il caso della signora Pina, la commerciante aggredita selvaggiamente dall’immigrato da u ospite della tendopoli a cui aveva offerto del tè, solo per una fatalità non è sfociato in tragedia.

“Gli immigrati ospiti del centro di via Ramazzini – ha affermato Giacomo – hanno imparato i punti strategici e velocemente si sono passati la parola per presidiare ogni negozio di zona, preferibilmente bar, con lo scopo di chiedere – cappello alla mano – insistentemente soldi ad ogni persona nei paraggi. Nasce anche da qui, oltre che da altri fenomeni a tutti noti,  la situazione di estremo degrado che si è creata nel quartiere, che non accenna a diminuire, ma in questi giorni di festa è cresciuta esponenzialmente, perché i più sono in giro nei negozi del quartiere alle prese con gli acquisti di Natale”.

“Personalmente non accetto questa situazione di degrado in cui sta sprofondando il mio quartiere e vorrei vivere in un quartiere dignitoso e ben governato – non se ne può più”. A chiedere l’elemosina, assieme all’ospite della tendopoli c’era anche un uomo rumeno. Quasi tutti hanno lasciato un’offerta all’immigrato della tendopoli e sono di ogni fascia di età: “Questo signore avrà incassato minimo 10 euro esentasse in 1 ora circa – quando ho elemosinato io, la maggioranza mi ha ignorato completamente: la mia frase era ‘per cortesia aiuti anche me, sono Italiano senza lavoro’ – e molti  – soprattutto anziani – mi hanno detto ‘ma vai a lavorare vergognati!'”.

Soltanto dopo aver spiegato il senso della protesta  queste persone quasi tutte han concluso che è sbagliato fare l’elemosina, che spesso la fanno per cedere alle richieste insistenti, che “è Natale e si è più buoni”, che hanno paura, che il nostro quartiere fa schifo assai”.

Altro che vitto e alloggio o i corsi organizzati dalla tendopoli della Croce Rossa per facilitare l’inserimento degli immigrati nel tessuto sociale. Gli ospiti della tendopoli hanno fiutato il business: chiedere elemosina incutendo timore e sfruttando il razzismo anti-italiano di molti residenti di Monteverde. Gli stessi che poi si lamentano del degrado dopo essersi lavati un po’ di coscienza lasciando una semplice monetina a un immigrato.

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