A Milano (e non solo) dilaga la moda laica dei “natalini”

Natalini

Il giorno di Natale, come d’obbligo, si passa con la famiglia. E gli amici? Niente paura, si organizzano i “natalini”.

Per primi ci sono i vip milanesi, a lanciare le mode del momento. Poi, a cascata, tutto il resto delle popolazione, impegnata a scimmiottare tendenze che prendono variabilmente piede.

L’ultima moda è organizzare i “natalini”, un modo per festeggiare una ricorrenza religiosa allo stato puro (anche se per molti è un’appuntamento ormai laicizzato) con amici e conoscenti, dal momento che il giorno di Natale lo si passa inderogabilmente in famiglia.

Le feste vengono organizzate prima del 24 dicembre, e chi le imbastisce fa a gara tentando di realizzare sapientemente un connubio tra sfarzo ed originalità.

Di sicuro il “natalino” più riuscito (tra i tanti organizzati prevalentemento lo stesso giorno) è stato quello degli stilisti Dolce & Gabbana, in una location dove troneggiavano specialità culinarie siciliane ed arredi che conferivano un effetto “wow” (così lo chiamano).

Party esclusivi sono stati anche organizzati da Zalando e Fontana, in una corsa a chi metteva in piedi l’happening più esclusivo tra dress-code stravaganti e specialità culinarie ricercate, che richiamavano alla tradizione.

Splendide cornici, forme impeccabili, cordialità a gogo e un tripudio di selfie, in occasioni in cui il buonismo ipocrita del “volemose bene” tenta di rubare spazio e desacralizzare il Santo Natale, e cioè un periodo speciale che ci dovrebbe ricordare il perché stiamo al mondo.

Passino i panettoni glassati, i regali originali ed il saltare (presenzialista) da un brindisi all’altro. Ma non scordiamo, in un periodo come questo, il significato profondo della parola Natale, che va ben oltre il semplice volersi bene.

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