”Refugees welcome”: gli ultras tedeschi rinnegheranno quegli striscioni? E la Merkel?

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”Refugees welcome” con tanto di cuoricino, simbolo inedito per una curva di Ultras. Cosa diranno adesso quei tifosi tedeschi, di Borussia Dortmund e Werder Brema in primis, che fino a pochi  mesi fa davano il benvenuto ai rifugiati con striscioni in loro favore?

E cosa dirà ora Angela Merkel, da sempre favorevole all’accoglienza di profughi salvo poi nei giorni scorsi correggere un po’ il tiro? Di sicuro saranno molti i pensieri nelle menti di quei supporter e soprattutto della cancelliera tedesca non appena saputo che uno degli attentatori di Berlino, che ha ucciso 12 persone ferendone 50, era proprio un richiedente asilo pachistano. Si tratta di un immigrato di 23 anni, entrato in Germania attraverso la rotta balcanica nel febbraio scorso.

Un aspirante profugo di quelli accolti con grande enfasi, con gli striscioni dei tifosi citati poco fa tanto per intenderci. Un messaggio che nelle curve di sinistra italiane, però, non ha avuto seguito. O magari uno di quelli che si sono resi protagonisti degli stupri di Colonia lo scorso maggio.

Non si può fare di tutta l’erba un fascio, è vero, ma è altrettanto vero anche al contrario allora. Dare il benvenuto ai rigufiati non significa per forza che tutti gli immigrati arrivino con buone intenzioni. Anzi. E sicuramente se questo attentatore non fosse stato “accolto” non avrebbe commesso la strage di ieri.

Perfino la Merkel, dopo la batosta rimediata alle ultime elezioni, lo aveva capito. “Sì all’integrazione, ma non tutti possono rimanere in Germania”, la sua dichiarazione della scorsa settimana dopo essersi resa conto di aver perso molti consensi nella sua Nazione.

Inquietante poi che un attacco terroristico sotto Natale era stato ampiamente messo in preventivo dai servizi segreti tedeschi. Il primo tentativo era andato a vuoto il 26 novembre quando la bomba era stata ritrovata inesplosa. Il secondo tentativo era invece stato sventato il 2 dicembre grazie all’attenzione di alcuni passanti che avevano visto il ragazzino togliersi di spalla uno zainetto e nasconderlo in un aiuola del mercato. Eppure, nonostante queste evidenze, le autorità avevano fatto il possibile per minimizzare la vicenda e non allarmare la popolazione. “Refuges Welcome”, i tedeschi non ne sono più convinti adesso…

 

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