Facebook rischia una multa milionaria, mentì sulla fusione con Whatsapp

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L’Unione Europea sembra fare sul serio, in merito alla condotta di Facebook dopo l’acquisizione di tre anni fa.

L’1 per cento del fatturato annuo di Facebook. Briciole, per il colosso di Menlo Park, ma pur sempre milioni di dollari di multa, che il social network più famoso al mondo dovrà pagare se non risponderà (entro la fine di gennaio del 2017) in maniera veritiera alla Commissione Europea in merito alla fusione con Whatsapp.

Nel 2014, infatti, Facebook fornì “informazioni scorrette o fuorvianti” durante l’indagine dell’Antritrust sull’acquisizione da 19 miliardi di dollari dell’applicazione di messaggistica.

Adesso, se entro un mese non sanerà la propria posizione, rischia grosso. Perché davanti ha trovato qualcuno determinato ad andare fino in fondo alla questione, dopo che la società di Menlo Park ha bloccato la condivisione dei dati in Europa, circa un mese fa, successivamente alla richiesta di 28 autorità statali che si occupano della loro protezione.

Nella lente di ingrandimento dei Garanti della Privacy era finito il modo con cui Facebook aveva condotto la condivisione dei dati con Whatsapp. La richiesta di Bruxelles di ottenere delucidazioni sulla possibilità di collegare gli account delle due piattaforme, avvenuta tempo prima, era stata vanificata dalla risposta di Facebook di non essere tecnicamente in grado di creare un’asse affidabile.

La cosa si è dimostrata poi non veritiera, e in seguito ha attirato le critiche dei regolatori Europei.

La Commissione sostiene che due anni fa Facebook, “intenzionalmente o con negligenza, ha fornito informazioni scritte fuorvianti, in violazione dei suoi obblighi sotto il regolamento Ue sulle fusioni. Le società sono obbligate a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni, e devono prendere questo obbligo in modo serio”.
La commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha lanciato un aut-aut che sa di definitivo: “ora Facebook ha l’opportunità di rispondere”, ha detto. E in maniera veritiera, dal momento che si trova proprio sotto la spada di Damocle.

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