Lazio, ecco l’ultima: tifosi multati per striscioni su Gabriele Sandri

In questi mesi, dal questore al prefetto di Roma, sono partiti i complimenti ai tifosi di Roma e Lazio per aver mantenuto un comportamento esemplare all’interno dell’Olimpico (in realtà era così anche prima delle barriere, visto che sono anni che non accade nulla dentro lo stadio). Ma siamo sicuri che le autorità vogliano veramente che i supporter abbiano un atteggiamento consono alle norme di sicurezza?

Più di un dubbio sorge spontaneo una volta appresa la notizia che un gruppo di tifosi biancocelesti si è visto recapitare a casa una bella multa per uno striscione. Con una frase “discriminante”? Con insulti a qualche personaggio illustre o alla Polizia? No, affatto. Semplicemente per aver ricordato Gabriele Sandri, ucciso dall’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella (condannato per omicidio volontario) l’11 novembre del 2006.

No, purtroppo, non si tratta di una bufala o di una notizia inventata, ma è la triste realtà. “11-11-07/11-11-16 Gabriele presente!”, recitava lo striscione “incriminato”. Un messaggio dolce, per ricordare “Gabbo” e per ribadire la vicinanza alla famiglia Sandri. Eppure a qualcuno non è andato giù.

“In occasione della partita Lazio-Genoa, in data 20.11.2016, venivano ripresi dal sistema di video sorveglianza nella parte centrale della Curva Nord, due striscioni, con sfondo bianco e scritta nera, riportanti le date 11/11/2007 e 11/11/2016 non autorizzati dal GOS”, si legge sul provvedimento. “Per la violazione di cui sopra è prevista la sanzione amministrativa da 100 euro a 500 euro…”.

Cosa dire? Come commentare? Difficile trovar le parole giuste. Certo è che punire i tifosi per aver ricordato Gabriele Sandri rappresenta davvero un fatto singolare.

Naturalmente, la notizia ha scatenato la rabbia del popolo biancoceleste (e dei tifosi di tutta Italia). Ma forse era proprio questo l’intento da raggiungere: animare il malcontento e magari far scoppiare qualche scaramuccia. Perchè multare chi ha esposto un messaggio per ricordare Gabbo non sta nè in cielo e nè in terra. Autorizzato o non autorizzato che sia…

 

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