Poletti junior non regge alle critiche e querela tutti

Manuel Poletti, figlio dl ministro del Lavoro

Da bravo figlio di papà, che non si è mai dovuto sbattere più di tanto per trovare un impiego (e mantenerlo), Manuel Poletti, figlio del ministro del Lavoro, non ha retto all’ira del popolo di internet. E ha querelato “i cattivi” di Facebook.

Grande e grosso com’è, Poletti junior si è comunque messo a frignare difronte alle minacce ricevute su Facebook di chi lo ha insultato dopo le dichiarazioni vergognose del padre (leggi qui) e – soprattutto – dopo che si è venuto a sapere che il giornalino di cui è direttore (giornalino legato alla Legacoop, feudo del padre) ha ricevuto qualcosa come 500mila euro di fondi pubblici.

Così, Manuel “Cuor di Leone” ha presentato una denuncia-querela ai Carabinieri di Faenza «a seguito di pesanti offese ed alcune minacce di morte giunte tramite social network e via mail contro la mia persona e l’azienda che rappresento, la cooperativa Media Romagna di Ravenna».

«Non servi proprio», «Tu e tuo padre fuori dall’Italia», «Parassiti». Questo il tenore dei messaggi sulla sua pagina di Facebook. E Poletti junior, che dapprima fa il superiore scrivendo «un abbraccio affettuoso a tutti i ‘leoni da tastiera’ e agli ‘sputa sentenze’ da talkshow, non cambierete il mio modo di lavorare con passione e di vivere con serenità» poi decide di andare a piagnucolare dai Carabinieri, denunciando le brutte persone che lo hanno minacciato addirittura di morte.

In una recente intervista il figlio del ministro aveva dichiarato: «Non mi sento un privilegiato, faccio con passione il mio lavoro da vent’anni dopo dieci anni di precariato. Mi sono costruito un percorso professionale, sono pubblicista dal 1999 e professionista dal 2011. Ora mi laureo».

Ma come, si laurea a quasi 43 anni? Ma non fu proprio suo padre (sempre lui) ad affermare: “Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21. Così un giovane dimostra che in tre anni ha bruciato tutto e voleva arrivare”. Poletti junior non ha fretta di arrivare. Tanto la strada gliel’ha spianata papà.

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