Brasile: una tribù di indios vive come 20mila anni fa

Indios

Una straordinaria scoperta ha rivelato un luogo deve vivono 300 indios. Che alla vista dei “bianchi” hanno reagito in malo modo.

A colpi di frecce, così hanno risposto gli indios nei confronti di chi intendeva documentare la loro esistenza da un elicottero. La scoperta dell’accampamento, diciamolo subito, è stata assolutamente fortuita. La spedizione capitanata dal fotografo Ricardo Stuckert, accompagnato da uno dei massimi esperti di tribù indigene, José Carlos Meirelles, aveva infatti come obiettivo l’avamposto amazzonico di Jordao, impossibile da raggiungere in quanto le abbondanti piogge torrenziali avevano costretto il velivolo ad una deviazione.

Improvvisamente, sotto gli occhi del gruppo, è apparsa una scena inconsueta. Un’intera tribù dell’Amazzonia più impenetrabile si stava difendendo a colpi di frecce, l’unica arma in loro possesso capace di colpire a distanza.

La ragione del loro stato “isolazionista” e la condizione Neolitica di quel gruppo di trecento persone è da ricercarsi nell’inaccessibilità di quella zona posta nel cuore della foresta. “Abbiamo deciso di non volare più basso per non spaventarli troppo. D’altra parte il mondo deve sapere che esistono e che bisogna proteggerli”, ha detto Stuckert.

La tribù degli “indigeni dell’alto Humaíta”, fiume che scorre nelle vicinanze del confine con il Perù, sarebbe composta da individui dotati di un proprio stile fatto da tatuaggi, gonne e capigliature davvero originali. Sono consci che esiste qualcuno più evoluto di loro, ma la loro curiosità a volte trascende nel sospetto e nella diffidenza verso qualcuno che può mettere a repentaglio la loro esistenza anche con una banale malattia.

“Vivono in relativa tranquillità in territori demarcati, rimasti in gran parte intatti”, sostengono i ricercatori di Survival International, e viene da dar ragione a questi indios, nell’essersi difesi in quel modo dall’uomo bianco civilizzato.

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