‘Panariello sotto l’albero’: il Natale deriso dalla Rai che ferisce i cattolici 

La Rai odia i cattolici. Almeno questo sembra emergere dopo la replica di ‘Panariello sotto l’albero’ mandata in onda in prima serata a Natale su Rai Uno.

Lo spettacolo era stato trasmesso l’anno scorso nelle serate del 22 e del 23 dicembre condotto dal comico toscano assieme alla partecipazione dell’attrice Tosca D’Aquino. Quello di ieri sera, invece, avrebbe dovuto essere “il meglio” delle due serate. Il condizionale, appunto, è d’obbligo.

Evidentemente l’imbarazzo a selezionare le perle di ‘Panariello sotto l’albero’ deve essere stato parecchio. Il gelo calato con lo sketch in collaborazione con l’attore Matt Dillon (“Devo dirti che tua moglie ti tradisce. A colazione mangiate i corn flakes, ecco fioccano le corna”) è stato evitato solo grazie agli applausi forzati del pubblico in studio.

Ma un conto è non far ridere, un altro è mancare di rispetto a chi contribuisce a finanziare mamma Rai. Tutti gli italiani cattolici, infatti, non avranno certo riso alla parodia dei tre Re magi inscenata da Panariello con Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. “Chi siete voi?” gli ha chiesto un uomo della sicurezza all’esterno del teatro in cui stavano entrando. “I tre porcellini” gli ha risposto Pieraccioni.

Poi il clou è arrivato con la scenetta assieme ad Alessandra Amoroso vestita da suora stile “Sister Act”. La cantante lanciata da Maria de Filippi ha chiamato sul palco Panariello nei panni di suor Cristina.

“Chi non salta un peccatore è” il coro lanciato dalla finta vincitrice di ‘X factor’. Poi la tristezza è proseguita con “Scusate il ritardo, ma la mia band ha litigato. Il chitarrista Lazzaro si è alzato e si è dato”. Non solo battute di cattivo gusto per la maggior parte del pubblico da casa, ma anche davvero poco divertenti. “Sto facendo una tournée lunga. Ho cantato a Cattolica, a Ostia e a Chiesina uzzanese”, “è uscito il mio disco, Vangelo in una stanza. Prendetelo e suonatelo tutti”. E ancora “Sono lo strumento suonato dal Signore per diffondere la sua Parola”. Alla domanda “Hai mai sentito vacillare la fede?” Panariello-suor Cristina, riferendosi a Biagio Antonacci, ha risposto “Per lui avrei rinunciato al televoto di castità”.

Non solo religione: sentire Panariello riciclare una battuta scambiata tra adolescenti (“Paperino si fa Paperina, Topolino si fa Topolina, Pippo si fa quello che vuole”) esprime un vuoto enorme.

È un teatrino davvero troppo imbarazzante quello andato in onda la sera di Natale sul canale Rai diretto da Andrea Fabiano. La scelta di trasmettere una selezione, peraltro tristissima, delle due serate realizzate da Panariello dimostra la pochezza che circola a viale Mazzini. Non a caso fu proprio di Fabiani la decisione di chiudere uno dei pochissimi programmi culturali della Rete Ammiraglia. Si tratta de “Il caffè di Raiuno”, che da anni andava in onda alle sei del mattino per circa mezz’ora, condotto brillantemente da Cinzia Tani e Guido Barlozzetti.

Purtroppo, a rendere tutto sopportabile è il sentimento antireligioso, principalmente anticattolico, che sempre più serpeggia in certi ambienti politici, culturali e soprattutto mediatici. Si facciano una ragione: gli italiani fino a prova contraria sono in maggioranza cattolici. E se ogni anno si fanno problemi a pagare il canone per un servizio a dir poco squallido, evidentemente ne hanno tutte le ragioni.

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3 Commenti

  1. Paolo said:

    Quando ho visto quello spettacolo squallido ho pensato la stessa cosa.
    Condivido in pieno quasi tutto quello nell’articolo. Panariello non mi ha mai fatto ridere… e quella andata in onda sfido chiunque a chiamarla satira visto che caratteristica fondamentale di questa è l’intelligenza. Io ho visto solo una grande mancanza di rispetto verso Sr Cristina come religiosa e come donna.
    Ho avuto la fortuna di ascoltare la vera Suora Cristina per ben due volte… sia in teatro con Sister Act Che durante una testimonianza. La dignità che trasmette portando il suo abito e bellezza della sua fede che emana dovrebbero da sole bastare a portare quel rispetto a lei dovuto.
    Non condivido solo una cosa dell’articolo… siamo davvero un paese a maggioranza cattolica? Forse sulla carta ma nella realtà? Purtroppo non credo… una società pregata da individualismo, egoismo, invidia, rabbia, cafonaggine ecc ecc (potrei continuare all’infinito) non può dirsi cattolica!

  2. Marcello said:

    I cattolici si prendono troppo sul serio. Non si possono fare battute su di loro, i politici querelano per un nonnulla. Restano le battute alla Pippo e neanche quelle vanno bene. Panariello è un comico. E se ha successo una ragione ci sarà, visto che una nazione all’85% cattolica lo ama.

    • Mary Robert said:

      Avesse fatto mezza battuta sui gay a quest’ora sarebbe stato già crocifisso e mandato al rogo… chiedere rispetto non è prendersi troppo sul serio.
      PS: il successo non è indice di bravura… vuoi dire che Rovazzi è un cantante solo perché la sua pseudo canzone ha più di 100 milioni di visualizzazioni?

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