Tragedia Chapecoense: il disastro si sarebbe potuto evitare 

Altro che tragica fatalità o bravura del pilota nel tentare un atterraggio disperato d’emergenza per un guasto. Il disastro aereo del 28 novembre scorso, con a bordo la squadra brasiliana del Chapecoense, si sarebbe potuto evitare.

70 morti, dunque, per un errore di valutazione: non c’era benzina a sufficienza.

É questo l’esito della relazione preliminare presentata ieri dall’aeronautica civile della Colombia (Aerocivil). Gli investigatori hanno accertato che il British Aerospace 146, della compagnia charter boliviana Lamia, viaggiava con poco carburante e in sovrappeso.

La versione che dunque era circolata poco dopo la tragedia e smentita subito, è stata purtroppo confermata. E questo non può far altro che aumentare la rabbia da parte dei parenti delle vittime.

Il Segretario della sicurezza aerea Aerocivil, il colonnello Freddy Bonilla, ha fatto sapere che dalle registrazioni della cabina si sente chiaramente che il pilota e il co-pilota abbiano discusso sulla possibilità di fare uno scalo a Leticia o Bogotà proprio “perché il carburante era al limite. Per poi decidere di proseguire. Erano consapevoli del fatto che il carburante che avevano non era adeguato o non sarebbe stato sufficiente”.

Una tragedia che ci ha fatto tornare indietro di 67 anni, quando, per un disastro aereo, sparì il Grande Torino. Ma questo della Chapecoense si poteva evitare…

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