Capodanno, 10 consigli per difendersi dallo spleen di San Silvestro

“Che fai a Capodanno?” è la domanda più temuta. Sì perché quella di San Silvestro è una delle ricorrenze più difficili da sopportare. Si fa la stima di quanto realizzato, si pensa ai buoni propositi futuri. E si sa già che si è fatto (se va bene) la metà della metà di quanto ci si era ripromessi esattamente un anno prima. Depressione e ansia sono dietro l’angolo.

Un po’ per colpa della crisi economica che non ha permesso di vivere come si sarebbe voluto, magari togliendosi qualche piccolo sfizio, oppure l’impossibilità di fare regali “importanti” o, peggio, gli obiettivi mancati e le preoccupazioni sulla propria condizione esistenziale (lavoro, famiglia, coppia…) ha fatto sì che buona parte degli italiani arrivino a Capodanno già stanchi, ansiosi e depressi. Situazione esasperata dal dover essere allegri per forza e disposti a festeggiare. Con tanto di trenino e lingua di Menelik, esibendosi in ostentazioni di ottimismo non sempre facili da gestire.

Quali sono i sintomi? Eccoli: mal di testa, sensi di colpa, mancanza di appetito, diminuzione della capacità di divertirsi e godere della compagnia di parenti e amici, stanchezza perenne ma difficoltà a riposare.

«Ci possono essere vari elementi che agiscono in sinergia – spiega Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano -.In realtà dovremmo ricordarci che non c’è un modo giusto di vivere le festività: né tradizioni né luoghi comuni ci devono far sentire sbagliati se il desiderio è quello semplicemente di riposarsi, magari senza troppi bagordi e feste spumeggianti. A volte attribuiamo al rituale della tradizione il valore di “modo giusto” di festeggiare. Non è una colpa o un insuccesso uscire dagli schemi».

Ecco dieci preziosi consigli:

  1. Se siete tristi, pazienza. Non fate finta di essere felici. Chi vi ama capirà. Altrimenti non è un problema vostro.
  2. Non sentitevi in colpa per aver rovinato la festa agli altri. Molto probabilmente anche loro fingono.
  3. Non cascateci anche quest’anno: basta buoni propositi. Tanto faranno la fine di quelli per il 2016.
  4. Se proprio non potete esimervi dal festeggiare, quantomeno evitate amici e parenti che vi stanno antipatici.
  5. Spegnete la televisione. Altrimenti, visti i programmi che girano in questo periodo, la depressione aumenterà.
  6. Non dovete per forza mandare gli auguri a tutti quelli che conoscete (terribili i messaggi copia&incolla su WhatsApp): mandateli solo a chi vi importa veramente.
  7. Se proprio non siete riusciti ad evitare il Capodanno con amici e parenti noiosi e irritanti, programmate a stretto giro un’uscita con una persona che vi fa stare bene.
  8. Non vi dannate l’anima se avete ricevuto i regali più brutti della storia. Potrete sempre riciclarli. A chi non vi sta simpatico. Così smette di invitarvi ai cenoni ai quali non volete andare.
  9. Non vi abbuffate col cibo. Che poi dopo oltre che la depressione dovrete fare i conti pure con i chili di troppo.
  10. In alternativa potete sempre fingere un malore e andare a dormire alle 22. E ci si vede l’anno prossimo.

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2 Commenti

  1. LUISA said:

    Non ho letto tutti gli articoli, ho cominciato dall’articolo sulla meningite, “le colpe dei padri ricadono sui figli” titolo che mi ha particolarmente colpito perchè sono dell’idea che il genitore che non protegge il proprio figlio con le vaccinazioni del calendario per la vita (e per questo lo espone alla possibilità di gravi reliquati se non peggio se la patologia compare) dovrebbe essere accusato di tentato omicidio, altro che libertà di scelta, lo facesse con la propria pelle non con quella delle creature. Ritemprata dalla lettura dell’articolo, ho continuato a sfogliare e gli articoli chemi interessavano erano tutti a firma di Luigi Perfetti. Non è mia abitudine commentare ma questa volta non ne posso fare a meno, Perfetti è tale di nome e di fatto, mi rispecchio in pieno nelle sue parole. Grazie, mi ha fatto sentire un po’ meno asociale del solito, e sinceramente Le auguro un 2017 appagante, con stima, Luisa.

    • Luigi Perfetti said:

      Gentile Luisa, grazie di cuore per le bellissime parole. Non sa quanto sia confortante, per chi scrive, sapere che qualcuno comprenda appieno il senso del proprio sentire. Ricambio sinceramente i suoi auguri. Continui a leggerci. Un caro abbraccio, Luigi.

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