Gli sfondoni di Vanity Fair, ovvero quando il social media manager è in vacanza

Vanity Fair

E’ l’unica risposta possibile, alla domanda sul perché sulla pagina Facebook di Vanity Fair Italia compaiano frasi veramente imbarazzanti.

Una bella settimana di ferie, quella che il social media manager di Vanity Fair Italia ha deciso di prendersi tra Natale e Capodanno. O almeno è quanto ipotizza la blogger Selvaggia Lucarelli, che ha sollevato il caso sulla suo profilo Facebook. Solo così si spiegano gli strafalcioni che stanno comparendo (e vengono faticosamente corretti) sui post pubblicati sulla pagina Facebook del famoso settimanale.

E sì, perché è inusuale leggere a corredo dell’articolo “Cinema: i 20 flop più clamorosi del 2016” la frase “ecco le pellicole più fallimentose dell’anno”. “Fallimentose”? Va bene “petaloso”, ma su “fallimentare” non si transige, dai…

Oppure si resta basiti davanti ad un “Le 15 serie più belle del 2016 (e 5 brutte)”. Ma una riletta a quello che si è scritto proprio no?

Ma un vero stupro alla lingua italiana arriva da un “Ma sì, Shaki (come se Shakira fosse la sorella di chi scrive, ndr), con 200 milioni di visualizzazioni di Chantaje, chi si importa se tu e quella del video sembrate un’altra persona…”. Oppure da una frase di Harrison Ford su Carrie Fisher riportata così: “Carrie era brillante e originale. Divertente e non aveva paura: ha vissuto la sua vita con coraggio”.

Tutte frasi corrette dopo ripetute segnalazioni dei lettori, postate su una pagina che ha incassato un milione e mezzo di “like” e scritte con uno stile da scuola elementare.

E purtroppo non è finita, in quanto giorni fa Brad Pitt risultava essere un cantante ed oggi la località di Saint Moritz ha cambiato improvvisamente nome ed è diventata Sankt Moritz (ma chiedere a qualche anima pia quando si ha un dubbio o fare una semplice ricerca su Internet no?).

Un’impressionante catena di sfondoni, tanto evidenti quanto sospetti. E non ci stupiremmo se Vanity Fair Italia rivelasse che è stato solo un modo come un altro per farsi pubblicità. Ma ce ne sono mille, di maniere migliori per promuovere la propria immagine. E non è mica obbligatorio storpiare la lingua italiana.

 

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