Malattie rare, l’Italia (con Padova) prima in Europa nella cura

L’Italia, con l’eccellenza dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Padova, si piazza ai primi posti nella classifica europea sull’assistenza e la ricerca relative alle malattie rare.

La notizia è arrivata dall'”European Reference Networks” (Ern), rete di ospedali (28 centri e 11 paesi) che condividono le conoscenze e il coordinamento delle cure sanitarie attraverso l’Unione Europea, con un occhio di riguardo alle malattie rare. Le altre due strutture italiane eccellenti, presenti in classifica, sono il San Gerardo e il San Paolo (entrambi a Milano).

Le malattie rare colpiscono non più di 5 pazienti su 10mila. Spesso sono croniche e letali. Per questo lo sviluppo di reti di riferimento europee sono fondamentali nella ricerca e nella diffusione di informazioni e la valutazione caso per caso. Questo perché, data la scarsa incidenza, spesso di ha  difficoltà a identificare una diagnosi e, di conseguenza, una cura adeguata.

Attraverso la direttiva europea del 2011, l’Ue ha voluto perciò creare reti di riferimento per collegare “prestatori di assistenza sanitaria altamente specializzati in patologie complesse a bassa o rara prevalenza” per veicolare informazioni e competenze, senza però far spostare i pazienti.

Le strutture selezionate come “eccellenti” sono quelle che hanno dimostrato un approccio migliore nel trattamento di queste particolari patologie. Perché è in questo contesto che fa la differenza: la presa in carico e la cura del paziente, l’organizzazione e la gestione del centro, le attività di ricerca, le competenze e i sistemi informativi. Oltre, ovviamente, ai trattamenti legati alle specifiche patologie trattate. L’Ospedale di Padova, orgoglio nazionale ben prima di questa classifica, ha ottenuto punteggi altissimi in ogni ambito, piazzandosi al primo posto su 18 micro aree sparse in tutta l’Unione Europea. Superando persino il centro svedese dell’Università di Karolinska e l’ “Erasmus Medical Centre” di Rotterdam.

 

 

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