Atac, dirigenti escono dalla porta per rientrare dalla finestra

Sta facendo discutere il caso del dirigente Franco Middei, licenziato a marzo dall’ex direttore generale dell’Atac Marco Rettighieri, e ora rientrato in azienda, a capo della Struttura Acquisti. Senza nemmeno aspettare la sentenza del giudice del Lavoro.

È un percorso legittimo e trasparente, necessario a sanare deficit procedurali” ha fatto sapere l’Atac in una nota. “La reintegrazione del dottor Middei è stato un atto necessario in quanto la procedura di licenziamento a suo tempo adottata era deficitaria sotto diversi aspetti e in giudizio l’azienda avrebbe potuto soccombere con la conseguenza di dover sopportare importanti oneri economici“.

Insomma, hanno scelto il male minore. Un po’ come capita in Anas, con i contenziosi miliardari. Solo che qui non c’è solo un reintegro, ma addirittura una promozione (da 200mila euro l’anno) per il manager licenziato per giusta causa.

Quale? Middei venne messo alla porta dall’ex Dg Atac perché in qualità di responsabile della direzione Affari legali, patrimonio e acquisti venne sconfessato dall’Anac per una lunga serie di gare giudicate illegittime dall’Anticorruzione. E poi che fate, lo riassumete?

 

 

Con la reintegrazione vede risolto sia il problema di dover affrontare il rischio di soccombere in giudizio che quello di trovare la risorsa che si occuperà degli acquisti, processo sui cui Atac è carente e per cui era necessario recuperare comunque uno specialista da dedicare. Middei, così come tutte le risorse dell’azienda – dirigenti in primis –  sarà valutato sulla base dei risultati che conseguirà“. Ma come? Per rilanciare le sorti di Atac si recupera il vecchio management che, di fatto, ha contribuito ad affossarla?

E mentre ammiriamo “il nuovo che avanza”, i mezzi di Atac si rompono, le corse diminuiscono,  il personale si lamenta di condizioni di lavoro sempre più estreme, soprattutto con i turni natalizi.

 

 

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