Da gennaio nelle farmacie la cannabis prodotta in Italia

Cannabis

Con l’anno nuovo arriva nelle farmacie il medicinale a base di cannabis coltivata dallo Stato italiano. I pazienti potranno richiederlo direttamente dietro presentazione di ricetta medica.

È l’ultimo passo, in ordine di tempo, di un percorso iniziato quasi 10 anni fa. Nel 2007 per la precisione, quando l’allora ministro della Salute Livia Turco, tramite il decreto ministeriale n.98 del 28 aprile 2007, andò a riconoscere le proprietà terapeutiche e curative del Thc, il tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis.
Da allora si è innescato un meccanismo tramite il quale a partire dal prossimo mese, e forse con un po’ di ritardo visti i 10 anni che sono stati necessari, si giunge ad un risultato di assoluta rilevanza: la possibilità di acquistare direttamente in farmacia preparati a base di cannabis derivata da semi medicinali.

Coloro i quali si curano quindi con i farmaci a base di cannabis potranno reperire in modo molto più semplice la sostanza presentando personalmente, in una delle tante farmacie ospedaliere o autorizzate alla vendita sul territorio italiano, una ricetta medica valida.
I farmaci saranno ammessi per pazienti che necessitano di trattamenti antidolorifici, soprattutto legati a patologie serie o stati cronici, e per malattie particolari.
Si parte quindi da gennaio 2017, con modalità e tempistiche che varieranno da regione a regione. Un progetto che è ancora in fase sperimentale, in quanto si tratta del primo carico di sostanza prodotta direttamente in Italia presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, e che in questo primo esperimento riuscirà a coprire solo parzialmente il fabbisogno nazionale (si parla di 20 chilogrammi all’incirca, quantitativo da suddividere per tutte le farmacie italiane).
Ma è pur sempre un grande passo per tutti coloro che non dovranno più intraprendere l’iter ad oggi in vigore, ovvero l’importazione del farmaco dall’Olanda.
Non sono state indicate particolari linee guida valide a livello nazionale nemmeno per prezzo ed eventuale rimborso del farmaco; ogni regione deciderà autonomamente come muoversi e se garantire al paziente la compartecipazione della spesa (se non addirittura il rimborso totale).
Secondo quanto trapelato, la sostanza coltivata presso lo stabilimento di Firenze dovrebbe costare ai produttori circa 9 euro al grammo; il prezzo al dettaglio potrebbe essere più o meno il doppio.
In ogni caso, e questo vale in tutta Italia, il farmaco potrà essere venduto al paziente esclusivamente previa presentazione di una ricetta medica non ripetibile. La sostanza sarà distribuita al suo stato naturale, quindi non trasformata in medicina classica, e potrà essere assunta inalandola tramite vaporizzatore, oppure preparata sotto forma di decotto.
A beneficiarne saranno soprattutto pazienti affetti da dolori legati a Sclerosi Multipla, radioterapie e terapie contro l’Hiv, pazienti che necessitano stimolazione dell’appetito e soggetti affetti da glaucoma o da sindrome di Gilles.
L’anno che sta per arrivare porta quindi una novità enorme in termini di cure; un progetto atteso da anni, che sarà interessante vedere come verrà portato avanti su tutto il territorio.

Articoli correlati

*

Top