Mattarella: un discorso che si presta ad alcune critiche

Mattarella

Lodevole, il tentativo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di incentivare la coesione sociale nel suo discorso di fine anno. Ma non basta.

Ha toccato quasi tutti i temi caldi, un Mattarella impacciato nel suo consueto intervento di fine anno. In 16 minuti, con una regia che ha dato un po’ di mobilità a qualcosa di recitato e dal vago sapore di antico, il Presidente della Repubblica ha analizzato ciò che abbiamo vissuto e quello che ci riserverà l’anno che verrà.

Fuga dei cervelli, immigrazione incontrollata, disoccupazione, squilibri sociali, formazione di un nuovo governo e terrorismo di matrice islamica: in un rapido riassunto sono questi i temi su cui Mattarella ha voluto far sentire la sua voce.

E non sempre è stato convincente, in quanto il momento della prevenzione e della cura sono stati sottovalutati a scapito di quello della diagnosi, obiettivamente sotto gli occhi di tutti.

Ci è piaciuto in particolar modo appurare che finalmente non si viene più tacciati di complottismo, quando si afferma che alcuni individui si mischiano alle migliaia di migranti che arrivano sulle nostre coste per ingrossare le fila del terrorismo che in questo periodo si sta rendendo protagonista di stragi efferate.

E’ sbagliata l’equazione che vuole gli immigrati irregolari uguali ai terroristi, ma è altrettanto errato sottovalutare l’insicurezza sociale che molti di loro generano in aree del paese già degradate per conto loro, e su questo Mattarella è stato chiarissimo.

Il Presidente della Repubblica ha anche motivato la scelta di optare, al posto di nuove elezioni, per la formazione del Governo Gentiloni, come ha idealmente tirato le orecchie a chi come il ministro Poletti ha deriso le migliaia di giovani che dopo anni di faticosi studi in Italia prendono la strada dell’estero.

Su un punto però Mattarella è stato a nostro avviso evasivo ed inadempiente, e cioè la mancata trattazione dell’argomento che riguarda il Monte dei Paschi di Siena, che si accinge a breve a creare uno scandalo di proporzioni gigantesche. Ferme restando le critiche a Bce ed Unione Europea su come stanno gestendo la faccenda, il Capo dello Stato si è dimenticato di affrontare una nota dolente che costringerà la collettività all’ennesimo esborso. Un sacrificio dovuto all’irresponsabilità dei soliti noti e alla brama di profitto di chi è sicuro di rimanere nella completa impunità e nell’ombra.

Uno dei problemi dell’Italia è la poca certezza di trovare i responsabili di errori madornali, da cui deriva l’impossibilità di espellerli e rimuoverli da posti di potere in cui si è chiamati a prendere decisioni fondamentali e strategiche. Ed il caso di Mps è purtroppo un esempio lampante.

 

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