Dietrofront M5S, no alla sanzione automatica con un avviso di garanzia

M5S

Era nell’aria ed è arrivata, una rimodulazione del codice etico da parte di Beppe Grillo, fondatore del M5S.

Una mossa, quella del creatore del M5S, utile a sfilare dalle mani di molti magistrati militanti una formidabile arma che lo stesso Beppe Grillo gli ha fino ad ora permesso di utilizzare per l’eliminazione di avversari politici, e cioè un semplice avviso di garanzia.

Uno strumento utile in campagna elettorale, da sbandierare per colpire alla bisogna il politico di turno di un altro schieramento, incappato in un’indagine di un pm. Tanto utile quanto pericoloso, quando viene usato e ritorto contro il M5S stesso.

Ed in previsione di un avviso di garanzia rivolto contro la prima cittadina di Roma Virginia Raggi, Beppe Grillo è corso ai ripari mettendo mano al codice etico del Movimento, definendo in 6 punti quale dovrà essere la condotta del M5S e dei sui esponenti in caso di indagini della Magistratura.

Sul blog del Movimento (e dove sennò?) compaiono le nuove linee guida che si possono sintetizzare con la non necessità di sanzionare un politico o un amministratore locale del M5S in presenza di un avviso di garanzia.

Domani passeranno al vaglio (tramite voto online) del popolo del web e non c’è dubbio che vengano approvate visti gli ultimi sviluppi riscontrati particolarmente in Campidoglio.

Il “Codice di comportamento del Movimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie” recita che “la ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso”. Ed è un cambio di direzione tanto doveroso quanto contraddittorio.

Si specifica poi che “ogni eletto del Movimento 5 Stelle sarà tenuto ad attenersi al Codice ed ogni sindaco e presidente di Regione eletto nelle liste del Movimento 5 Stelle è tenuto a far rispettare il presente codice etico ai componenti delle proprie giunte, anche se gli assessori non risultano iscritti e/o eletti nel Movimento 5 Stelle”. Ogni riferimento a fatti e persone, aggiungiamo noi, non è puramente casuale.

Sarà data comunque alla discrezione degli organi apicali del M5S, che operano in totale autonomia, la possibilità di sanzionare o sospendere qualsiasi eletto. E vengono allo stesso tempo ricordati gli obblighi di ciascun aderente al Movimento, il dovere di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato (nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato) e la possibilità dell’indagato di “autosospendersi dal Movimento 5 Stelle senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità”.

Anno nuovo, vita nuova. E si riparte con una piccola modifica formale che rappresenta però una sostanziale novità.

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