Milano: via Gola, paradiso dei pusher di ogni etnia

Milano

Eccola, l’accoglienza e l’integrazione come la vogliono loro. Una delle zone della movida di Milano presa in ostaggio con il “placet” dei centri sociali.

Occupazioni abusive, controllo del territorio e solo sporadiche operazioni della Polizia. Tutto ciò ha contribuito in maniera determinante a fare di via Gola a Milano, vicino al Naviglio Pavese, una zona franca dove si spaccia impunemente. E chi protesta contro il degrado viene intimidito ed anche aggredito.

Un escalation di rivolte e molestie, quelle di irregolari tra cui molti falsi richiedenti asilo, che stanno via via trasformando aree del Paese in veri e propri ghetti. All’occupazione di stanotte del centro di accoglienza in provincia di Venezia e i disordini scoppiati in alcune città la notte di Capodanno a causa di immigrati alticci e sicuri della loro impunità, fa da coronamento la notte di incidenti a cui i residenti di via Gola hanno assistito.

Bottigliate, pietrate, roghi sviluppati all’incrocio con via Pichi grazie a mobili e materiali presi da un cantiere lì vicino, il tutto per dissuadere la Forze dell’Ordine dal fare i controlli di routine in una zona considerata off-limits per i tutori dell’ordine pubblico.

E nemmeno l’intervento dei Vigili del Fuoco ha raffreddato gli animi, dal momento che sono stati aggrediti mentre erano intenti a spegnere i fuochi accesi. E aggrediti allo stesso modo sono stati alcuni abitanti del quartiere che intimavano ai (molti) nordafricani e ai (pochi) italiani di smettere di trattare la zona come una pattumiera.

Le occupazioni abusive, tutelate e protette con la connivenza degli antagonisti di “Cuore in Gola” che si oppongono a priori ad ogni tipo di sgombero, hanno creato il terreno fertile per l’allestimento di una base di spaccio che si estende sui Navigli. E tengono prigioniero nel terrore e nell’illegalità un intero quartiere, un tempo abitato dai milanesi doc ed ora ridotto quasi a discarica.

Cosa aspettano Polizia e Carabinieri a ripristinare la legalità in quella fetta di Milano, proprio a due passi dalla luci sfavillanti del salotto buono del centro città? Riprendiamoci i nostri quartieri, prima che sia troppo tardi.

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