Perché aumentano i celiaci e non diminuisce il prezzo dei loro prodotti alimentari?

Celiaci

Ci sono delle motivazioni alla base della continua infrazione di una regola dell’economia, un unicum che appartiene al mondo dei celiaci.

Si calcola che siano 600mila, l’1 per cento della popolazione italiana, i celiaci costretti a rinunciare al pane e alla pasta tradizionali e trovare rifugio in prodotti alimentari “sicuri”, senza alcuna contaminazione nel processo di produzione.

Il Sistema Sanitario Nazionale ne ha censiti poco più di 180mila, ai quali vanno ogni mese circa 140 euro (variabili per età e sesso), un buono da spendere nella loro Regione di appartenenza per acquistare prodotti sostitutivi a supporto dell’alimentazione.

E proprio questo buono è tra i responsabili del prezzo elevato di biscotti, pasta, taralli, panettoni ed altre leccornie per celiaci. Che ogni anno aumentano (una decade fa erano 63 mila) assieme all’incremento dei prezzi che si trovano davanti.

Le ditte specializzate nel campo del “gluten-free”, infatti, non hanno alcuna ragione per ridurre il costo dei loro prodotti. Il cliente finale è lo Stato, e se anche aumenta il numero della persone a cui viene diagnosticata questa intolleranza alimentare (e di conseguenza aumenta il numero dei prodotti venduti), l’entità dell’esborso non cala.

E non è nemmeno un discorso di rincari della materie prime. Più che altro gli aumenti sono dipesi dai costi derivanti dagli investimenti in ricerca e sviluppo, insieme alla necessità di creare linee produttive separate. Le certificazioni di idoneità fanno il resto, contribuendo all’esplosione in termini di volume di affari (320 milioni di euro, con una spesa per il SSN di 240 mln) di un settore che conta, in Italia, il numero più alto di “clienti” tra i Paesi Ue.

E’ un business che si riverbera anche con il boom dei prodotti per celiaci, cresciuti dal 2001 ad oggi da 280 a 6500. Sono disponibili nei negozi specializzati ed in farmacia (qui vengono acquistati per il 75% del totale) e nei supermercati della Grande Distribuzione Organizzata, dove si risparmia dal momento che il buono non è spendibile.

Questi prodotti alimentari sono nati per dare una valida alternativa a migliaia di persone affette da quella che è a tutti gli effetti una “malattia cronica invalidante”. Sono concepiti per garantire ai celiaci un’alimentazione equilibrata. E sono finiti per riempire, come al solito, le tasche a persone che li hanno scambiati per un modo come un altro utile a trarre profitto.

 

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