Fuga di cervelli al contrario, la storia di Shane Eaton

Shane Eaton

Si parla tanto di ”fuga di cervelli” che dal nostro Paese vanno a cercare fortuna all’estero. Talvolta, però, accade anche il contrario. Come nel caso di Shane Eaton che dal Canada si è trasferito a Milano, dove lavora – con soddisfazione e profitto – al CNR, presso il dipartimento di Fisica.

«Sono arrivato qui perché innamorato di questo Paese e qui sono riuscito a raggiungere questo straordinario obiettivo che potrebbe aprire davvero strade importantissime». La sua storia, raccontata in un’intervista a Panorama, è la dimostrazione che il fenomeno della ”fuga di cervelli” è comune un po’ a tutto il mondo e, soprattutto, che talvolta il nostro Paese è scelto anche come meta da persone geniali. Alla faccia di quanto possa pensare il ministro Poletti (clicca qui).

Laureato in Ingegneria Fisica a Vancouver e con un dottorato a Toronto, Shane ha scelto il CNR di Milano dove fa parte di un gruppo internazionale di ricercatori che ha realizzato il primo prototipo di circuito quantistico. Una sorta di computer. Ma molto speciale, perché integrato nel diamante. Il giovane canadese trapiantato in Italia lavora a questo progetto da 8 anni.

Sua l’idea di utilizzare i diamanti: le impurità di queste pietre «possono realizzare computer ultra veloci e in grado di elaborare una mole sterminata di calcoli». In che modo? «Usando la luce per collegare queste imperfezioni e creare così una rete di circuiti ottici, molto più rapidi di quelli dei computer basati sull’elettronica, dove l’informazione è invece trasportata da flussi di elettroni».

Roba da cervelloni. Insomma. Stavolta “in fuga” verso il nostro Paese. Una soddisfazione. Anche perché, una volta terminato il progetto, porterà lustro anche all’Italia. «Il mio scopo è creare un dispositivo utile al mondo e all’umanità. […]  In ambito microscopico, per esempio, per capire i processi fisici delle nanotecnologie; nel mondo macroscopico realizzare modelli per studiare e prevedere cambiamenti climatici oppure rapide variazioni nel mercato azionario. […] In particolare mi piacerebbe utilizzare i difetti del diamante come sensori di deboli campi magnetici in modo da realizzare apparecchiature mediche sempre più performanti: penso in particolare a una tecnologia estremamente sensibile e ad altissima risoluzione capace di battere la risonanza magnetica.» – spiega un entusiasta Shane.

Sarebbe bello smettere di pensare ai ragazzi come lui come a ”cervelli in fuga”. I cervelli, compresi quelli italiani, non sono in fuga. Ma in movimento.

 

 

 

 

 

 

 

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