Sgarbi infuriato con “Il Volo”: Trump non li avrebbe nemmeno invitati

Sgarbi

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi spara a zero sul trio canoro, ora costretto a produrre il documento ufficiale.

Proprio non ce la fa, Vittorio Sgarbi, a mettersi alle spalle il presunto “gran rifiuto” del trio canoro “Il Volo” a presenziare alla cerimonia di insediamento del neo presidente Usa Donald Trump. E arriva anche a dichiarare, in un video postato sulla sua pagina Facebook, di essere in possesso di un documento riservato che dimostrerebbe come i tre ragazzotti non siano mai stati invitati all’happening in onore del magnate americano.

La vicenda incriminata ve l’abbiamo già raccontata. Dopo Bocelli ed alcuni altri artisti, anche i tre tenorini avevano dichiarato di aver declinato il prestigioso invito in aperto dissenso con il pensiero (a detta loro) xenofobo e populista di Trump.

E già una prima volta Sgarbi si era scagliato contro l’ipocrita politically correct dei tre santarellini, pronti a puntare il dito contro un politico appena insediato (che ancora deve dimostrare tutto) e capaci di sorvolare sul loro tradimento verso chi li ha scoperti (Tony Renis) ed il conseguente abbraccio al manager Michele Torpedine, di cui la Magistratura si è interessata anni addietro.

Sgarbi ha definito i componenti de “Il volo” prima “Qui, quo, qua”, poi “I tre porcellini”, infine con altri coloriti epiteti, esplodendo dalla rabbia quando in un secondo momento ha appreso che non ci sarebbe stato alcun invito ufficiale inviato dallo staff di Trump. Una pura invenzione, quella dei tre tenorini, a detta di Sgarbi per farsi pubblicità ed ingigantire l’ego dei tre, già abbastanza spropositato.

A “Il Volo” ora non resta che esibire il documento ufficiale che li invitava a presenziare alla cerimonia di insediamento di Trump per sconfessare il critico d’arte ferrarese e le malelingue. Se non lo faranno l’aura di contaballe aleggerà in eterno su di loro.

 

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