Banche: Patuelli “Fuori i nomi dei grandi debitori”. Ma chi erano gli erogatori?

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Fa discutere la proposta del presidente di Abi, Antonio Patuelli: “Divulgare i nomi dei primi cento debitori insolventi delle banche salvate”. Già, ma quei soldi chi glieli ha dati?

È una domanda molto semplice che va ben oltre “la classica arma di distrazione di massa”, come viene giustamente definita sul Fatto Quotidiano. La stessa riflessione è stata lanciata anche da Libero. Nel momento in cui azionisti, obbligazionisti e contribuenti tutti si trovano a pagare il conto dei gravissimi dissesti causati dai colleghi di Patuelli, ecco la sparata del leader dei banchieri riguardante i nomi dei grandi debitori. Bene, bravo, bis.

È fin troppo ovvio, però, che bisogna far notare il diverso trattamento ottenuto dai grandi debitori rispetto a quelli piccoli, costretti a rientrare al primo annuncio di crisi dalle loro misere aperture di credito. Dopo la lista di chi ha preso senza grandi meriti creditizi, infatti, sarebbe anche il caso di rendere nota quella degli “erogatori allegri”. Giusto, giustissimo scrivere che il gruppo turistico e immobiliare guidato da Riccardo Fusi o quello energetico della famiglia De Benedetti non hanno restituito decine o centinaia di milioni di euro di prestiti a Mps e altre banche, ma quali sono questi manager che hanno permesso tutto questo?

Il sospetto, più che fondato, è che all’interno degli istituti di credito, fino ai vertici del sistema che dovrebbe rappresentare, tutelare e promuovere gli interessi del Sistema bancario e finanziario italiano, molte carriere si siano fondate proprio su questa miopia. La domanda che solleva il Fatto, dunque, meriterebbe una risposta: come mai Antonio Patuelli (già ex parlamentare con vitalizio) non si accorse dei magheggi di Mps che copriva i buchi dei derivati Alexandria e Santorini? Eppure, in quel periodo, era vicepresidente vicario di Mussari, all’epoca presidente dell’Abi.

La forte solidità del legame tra i due è testimoniata dall’ospitalità che Mussari riservava a Patuelli in occasione del Palio di Siena. Puntualmente, Patuelli, in villeggiatura all’isola d’Elba, raggiungeva la città toscana a bordo di un battello per assistere alla competizione tra contrade, preparando i piani per la successione a Mussari.

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