Movement: Uber punta tutto sulla condivisione dei dati

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Arriva Movement, la piattaforma ideata da Uber che mette a disposizione delle amministrazioni cittadine i dati sulla mobilità.

Il sito rappresenta un’altra innovazione introdotta dall’azienda che ha lanciato il servizio di trasporto privato. Finito molto spesso al centro delle proteste dei tassisti tradizionali, il colosso lanciato da Travis Kalanick ora cerca in tutti i modi di accattivarsi i governi locali aiutandoli nella pianificazione urbana. L’asso che l’azienda di San Francisco si gioca con Movement è l’enorme mole di dati raccolti dagli autisti di Uber. Si tratta, in poche parole, della stessa arma che ha consentito a Kalanick di imporsi nel mercato e con i media.

Come avevamo raccontato due anni fa su L’ultima Ribattuta, il fondatore di Uber non solo riuscì a spazzare via la concorrenza proponendo corse di qualsiasi tipo a 5 dollari, ma cucì letteralmente le bocche dei giornalisti che osavano parlare e scrivere male. In che modo? Facendo intendere che proprio grazie alle vetture di Uber era in grado di raccogliere interessanti dossier su di loro e rovinarli: secondo lo stesso Kalanick, infatti, gestire il traffico delle corse consente di monitorare gli spostamenti delle persone conoscendo molte cose delle loro vite private (leggi qui).

E così, ora, Uber si rigioca il suo patrimonio di dati accumulati in un’altra chiave, mettendolo a disposizione delle amministrazioni per analizzare l’andamento del traffico e le diverse caratteristiche nelle varie città. Movement potrà essere impiegato per comparare i tempi medi di spostamento nei centri o le ripercussioni sul traffico in caso di eventi come partite di calcio o concerti. I dati raccolti dagli autisti di Uber sono resi in forma anonima per tutelare la privacy: nato esclusivamente per addetti ai lavori, più in là Movement potrebbe essere reso accessibile al pubblico.

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