Scarpellini e il Palazzo Inpgi, lo “scoop” fu della Raggi (che ora fa la gnorri)

Il sindaco di Roma Virginia Raggi

La scandalosa storia del palazzo, di proprietà dell’Inpgi, affittato a 2 milioni di euro al costruttore Scarpellini che, a sua volta, lo aveva subaffittato al comune di Roma per 9 milioni di euro (incassando, in otto anni, 71 milioni di euro) l’abbiamo raccontata lo scorso dicembre (clicca qui)

Tuttavia, fu proprio Virginia Raggi – attuale sindaco di Roma in quota M5S – a scoprire insieme ad altri tre grillini lo scandalo degli affitti d’oro a Scarpellini, nel lontano ottobre 2013. Fu una mozione del Movimento 5 Stelle (firmata dagli allora consiglieri Frongia, De Vito, Stefàno e, appunto, la Raggi) approvata in Giunta a far disdire al Comune – allora guidato da Ignazio Marino – le locazioni di alcuni immobili (clicca qui).

 

«Il voto di oggi – commentò Frongia nel 2013 – è un voto storico che va a intervenire con coraggio a sfavore di un imprenditore che da tempo affitta diversi palazzi di sua proprietà alla politica romana e non solo. Affitti che pesano per molti milioni di euro, come dimostrato nella mozione, sulle casse dell’amministrazione pubblica».

Tra questi affitti, proprio quello in Largo Loria, di proprietà dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, che sarebbe dovuto scadere nel 2022. Dall’inizio del contratto al 2013, il costo della locazione dell’immobile è stato di 116 milioni di euro, ai quali se ne sarebbero dovuti aggiungere altri 140, per via del recesso anticipato. Tuttavia, la mozione grillina chiese di sfruttare la norma contenuta nel “decreto del fare”, grazie alla quale agli enti locali fu possibile recedere contratti anche in deroga senza pagare penali.

Fu dunque grazie (anche) a Virginia Raggi che fu possibile bloccare lo sperpero di denaro pubblico del Comune di Roma. Eppure, per qualche strano motivo, non se ne prende il merito. Come mai? E come mai nessun giornalista gliene dà atto? Scarsa memoria collettiva o abile memoria selettiva?

 

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