Cyberspionaggio: quando i fratelli (col grembiule) si scoprono coltelli

Chissà, forse l’ultima vicenda di cyberspionaggio che vede protagonista la massoneria può essere spiegata con le parole di Cesare Geronzi rilasciate nel libro-intervista Confiteor: “Tante cose si possono spiegare soltanto come il risultato di solidarietà occulte e inconfessabili”.

La massoneria appare in quest’ultima storia giudiziaria che ha visto l’arresto dei fratelli Occhionero già dal nome del malware – Eye Pyramid – che i due utilizzavano per spiare i vertici della politica italiana e della finanza europea, da Matteo Renzi a Mario Draghi.

Cyberspionaggio e finanza, dunque: tra le domande che Massimo Mucchetti aveva rivolto al banchiere ed ex dirigente di vari colossi italiani, ce ne sono un paio che sembrano molto attuali. Ci sono fratelli con il cappuccio in banca? “Meno di quanto si creda – è stata la risposta di chi certi ambienti li conosce bene – ma qualcuno c’è, e pure di gran rilievo in Italia e all’estero. Il presidente Cossiga mi confortava nella mia elastica resistenza agli olandesi, avvertendomi che erano per lo più massoni di rito scozzese.

Ma Mucchetti si spinge un pochino oltre e domanda se nella finanza ci sono molti fratelli. “Pullulano” ribatte Geronzi che confessa di aver trovato i simboli del triangolo e del compasso fino in Vaticano, “nell’ufficio di un importante prelato che era appena stato elevato alla porpora cardinalizia”.

La tentazione nel credere di trovarsi in un libro di Dan Brown, soprattutto nell’ultima storia di cyberspionaggio, è molto forte. E forse, dipingere certi ambienti come la location di un libro fantasy, è proprio quello a cui aspirano certi personaggi che rappresentano la massoneria in Italia. È il caso di Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Guarda caso, proprio a questa massoneria è risultato appartenere Giulio Occhionero, iscritto alla loggia romana “Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione”.

Quali provvedimenti sono stati adottati verso Occhionero? Per ora si parla solamente di sospensione: “Le sue azioni – ha dichiarato Bisi all’HuffPost – verranno valutate dal tribunale circoscrizionale, una sorta di collegio di probiviri. Lui appartiene alla Loggia della regione Lazio, quindi sarà questa a decidere il provvedimento, che potrà essere di censura semplice, censura solenne, o di espulsione. Intanto il Gran Maestro decide la sospensione. [Non ci saranno rapporti con la sua loggia nella misura in cui] è sospeso dalla frequentazione, non può partecipare ai nostri lavori rituali”.

Lo stesso Bisi è finito nella lista delle persone spiate. Ma allora si ripropone la classica domanda “cui prodest?, ovvero chi ci guadagna da queste azioni di spionaggio? Forse la risposta è proprio in quella rete di solidarietà occulte e inconfessabili di cui ha parlato Geronzi.

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