Franceschini: il ministro antifascista che copia Mussolini

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Un antifascista che copia Mussolini è possibile? Sì, se ti chiami Dario Franceschini e sei il ministro della Cultura, è possibile. Prendere spunto dal Duce, per uno che si è sempre schierato contro ogni legame col Ventennio, sembra un controsenso evidente. E anche un bell’esempio di incoerenza. Eppure è successo.

Franceschini ha infatti annunciato la nascita del Parco Archeologico del Colosseo che, oltre all’Anfiteatro Flavio, comprenderà anche il Palatino, il Foro e la Domus Aurea. Mica male se si considera che nel 1939, Giuseppe Bottai, all’epoca ministro per l’Educazione Nazionale, decise, per volontà di Benito Mussolini, di fare la stessa scelta.

L’attuale ministro della Cultura ha copiato il Duce quindi? Già, pare proprio sia così. E chissà come si sentirà con il paragoni fattogli con il dittatore italiano che da sempre disprezza e che, evidentemente, più di una cosa buona per la Capitale e per l’Italia in generale l’ha fatta eccome.

“Il territorio di Roma sarà competenza di un’unica Soprintendenza speciale. Verrà realizzata un’entità che avrà competenza su tutti i settori mantenedo l’autonomia gestionale e contabile anche su alcuni siti”, ha dichiarato Franceschini. In sostanza verrà istitutuito un’entità archeologica a parte, distaccata dal resto della città. Con uno scopo però un po’ meno nobile di quello di Bottai: perchè buona parte dei soldi derivati dalle varie visite turistiche non finiranno nelle casse di Roma. Ma in quelle della nuova Soprintendenza speciale, che dipenderà dal MiBACT.

Che non si offenda però adesso Franceschini se fioccheranno gli accostamenti al Duce. Antifascismo sì, ma quando fa comodo…

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