Stadio della Roma: l’escamotage del ritocco degli indici di edificabilità

Stadio della Roma

Come ridurre le cubature previste dal progetto riguardante lo stadio della Roma lasciando inalterate le opere pubbliche?

E’ quella di ritoccare gli indici di edificabilità, un’opzione praticabile per uscire dall’impasse in cui versa il progetto dello stadio della Roma previsto a Tor di Valle.

A questo pensano i tecnici del Comune di Roma, almeno a quanto riporta l’agenzia Dire. Prendendo spunto da come sono stati calcolati nel corso dell’esperienza di Ignazio Marino, i tecnici del Campidoglio li stimano troppo “generosi” in favore della Roma e stanno pensando a come (e quanto) ritoccarli per far sì che il soggetto proponente sborsi la stessa cifra (1,7 miliardi di euro) costruendo allo stesso tempo il 20% di cubature in meno, ferma restando la realizzazione di tutte (o quasi) le opere pubbliche preventivate.

Diciamo quasi perché il progetto per la diramazione della metro B inizialmente concepita per portare le persone a Tor di Valle è stato cassato dopo il parere negativo dell’Atac, contraria allo “sfioccamento” per le pesanti ripercussioni sui tempi di attesa dei passeggeri.

Rimarrebbe invece inalterato il potenziamento della linea su ferro Roma-Lido che consiste nel rifacimento della stazione di Tor di Valle e nell’aumento dei treni operanti su quella tratta. Dovrebbero essere unificate e razionalizzate le arterie di via del Mare e della via Ostiense e verrebbero realizzati i ponti pedonali e carrabili sul Tevere.

Di questo si parlerà (e forse si deciderà) domani in Conferenza dei Servizi presso la Regione Lazio. Far naufragare l’accordo, in fondo, non conviene a nessuno: a Roma Capitale interessa mandare a dama il progetto sia per ragioni di consenso sia per evitare una causa che si preannuncia milionaria, mentre ai proponenti sta a cuore posare la prima pietra, considerato che viste come si erano messe le cose non gli è andato proprio malaccio.

Capitolo Berdini: è chiaro che l’Assessore all’Urbanistica sia un fiero oppositore dell’area prescelta e delle tre torri del “business park”, ma è anche consapevole che di più non si può francamente ottenere. Ha sparato 100 per ottenere 20, realisticamente non ci si poteva aspettare di meglio.

Domani comunque si saprà se l’accordo sarà finalmente messo nero su bianco, in maniera formalmente ineccepibile. Non c’è molto tempo, per troppi mesi si è giocato di scherma e le due parti lo sanno.

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