Terrorismo, il tunisino fermato risiedeva (gratis) in un alloggio di una coop di Buzzi

Coop

Ha il sapore della beffa, la notizia che alla famiglia di Saber Hmidi era stato assegnato un bungalow della Eriches 29, coop controllata da Salvatore Buzzi.

Non si sa proprio da dove cominciare, dopo che alla lettura di questa notizia ci si è messi le mani nei capelli. Una assurdità dopo l’altra, ed il segno che stiamo sbagliando tutto, ma proprio tutto.

Si è venuto a sapere, infatti, che al presunto terrorista tunisino (fermato perché ritenuto fiancheggiatore dell’Isis) ed alla sua famiglia era stato dato in uso per 3 anni dal Comune di Roma un alloggio di proprietà di una coop di Buzzi, finito successivamente (come sappiamo) al centro dell’inchiesta su “Mafia Capitale”.

La Magistratura appurerà se Saber Hmidi è o meno pericoloso per la collettività, ma di sicuro (per quel che ne sappiamo) non è di certo uno stinco di santo.

Tunisino, 34enne, era partito come animatore in villaggi turistici nella sua Terra d’origine ed in Algeria, poi il matrimonio con un’italiana convertita all’Islam e la detenzione nel 2011 per spaccio di droga. E proprio nel penitenziario di Velletri è avvenuta la radicalizzazione unita, una volta uscito, alle rapine ed alla frequentazione di personaggi ambigui.

Proprio in compagnia di uno di essi, un 38enne marocchino, verso la fine del 2014 fu fermato da una pattuglia della Polizia a Morena. Per tutta risposta Hmidi scarrellò una pistola che aveva con sé, e solo la fortuna volle che si inceppò e non riuscì a fare fuoco contro un agente, fuggendo poi a piedi.

Dopo pochi giorni fu rintracciato dalla Digos, arrestato e condannato a 3 anni ed 8 mesi per l’aggressione ai poliziotti. Una personcina a modo, quindi, pronta (dopo la sua scarcerazione) a fare il salto di qualità visto il materiale rinvenuto dalle Forze dell’Ordine nell’abitazione sua e della famiglia, un bungalow nella pineta di Castel Porziano appartenente alla Eriches 29, una delle cooperative di Salvatore Buzzi.

Che guadagnava, per ospitare questo soggetto ed il suo nucleo in emergenza abitativa, circa 1200 euro al mese. Arricchendosi sulle spalle della collettività e dando nel frattempo ricetto a qualcuno che a detta dei Magistrati “istigava nei penitenziari di transito alla discriminazione religiosa e all’arruolamento nelle fila dell’Isis in Libia e Siria”.

Un concetto di accoglienza veramente malinteso, quello del Comune di Roma che accolse la domanda per un alloggio fatta dalla moglie di Hamdi. Comune che tutela individui che non hanno alcun rispetto nei confronti di chi li ospita e lascia per strada persone che di un aiuto ne hanno bisogno veramente.

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