Palazzo Inpgi, per l’ANAC trasloco degli uffici del Comune di Roma fu “illegale”

Il palazzo dell'INPGI in Largo Loria, a Roma

Secondo l’Autorità presieduta da Cantone, nel trasloco degli uffici comunali dal palazzo INPGI di Largo Loria in altri due stabili della città di proprietà di terzi (in via del Tritone n. 142 e via della Panetteria n. 18) avvenuto nel 2015 non sarebbero state rispettate tutte le procedure previste dalla legge.

Tre mesi fa l’ANAC ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Roma ed alla Procura Generale della Corte dei Conti, segnalando “l’individuazione dei suddetti immobili, avvenuta, in modo anomalo, tramite l’intermediazione diretta di una agenzia immobiliare ed il conseguente pagamento, da parte di Roma Capitale, di somme a titolo di provvigione per intermediazione immobiliare, non è conforme ai principi di buon andamento, imparzialità ed economicità dell’amministrazione sanciti dall’art. 97 della Costituzione“. Non si escludono, dunque, ulteriori inchieste nei confronti del Comune capitolino .

Nella delibera ANAC n. 1085 si rimedia anche ad un errore di attribuzione: il palazzo di largo Loria a Roma è di proprietà dell’INPGI e non dell’immobiliarista romano Sergio Scarpellini (ora ai domiciliari) come indicato nell’Ordinanza di applicazione di misure cautelari del GIP di Roma Maria Paola Tomaselli.

Per un errore corretto, però, ce n’è un altro nuovo di zecca: sempre nella delibera ANAC n. 1085 viene specificato che il palazzo di via delle Vergini n. 18/21 (a due passi dalla Fontana di Trevi e da Palazzo Chigi) – per il quale il Comune versava un canone di locazione di € 4.170.823,73 + IVA all’anno – è anch’esso di proprietà dell’INPGI. Questo non corrisponde a verità.

 

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