L’asse Berlusconi-De Benedetti sfida i colossi Google e Yahoo

Berlusconi-De Benedetti
Foto Olycom 2008

Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, fanno un po’ come i ladri di Pisa: di giorno litigano e la notte vanno a rubare insieme. Il “felice” matrimonio sarebbe nato, ovviamente, sotto l’astro splendente del business: i due vorrebbero cominciare ad assaggiare un pezzo della grassa torta della pubblicità sul web. Come anticipato dal quotidiano “Il Messaggero”, c’è un progetto (imminente) per la creazione di una concessionaria di sponsorizzazioni online. Un asse davvero inedito che conta di fare concorrenza ai colossi del web: Google e Yahoo. E si sa che la megalomania è, certamente, un trait d’union tra i due ex (?) duellanti.

Nella pausa estiva, spiega il quotidiano, si dovrebbe costituire la società dove ciascuno dei quattro soci metterà qualche decina di migliaia di euro. I soci dovrebbero sottoscrivere quote paritetiche del 25%: in campo ci sono Mediamond (joint venture al 50% tra Mondadori Pubblicità e Publitalia 80), la Manzoni, polmone pubblicitario de L’Espresso, Rcs e Banzai, holding specializzata in e-commerce e pubblicità controllata con il 28,1% a testa dal fondatore Paolo Ainio e dalla Sator di Matteo Arpe.

E forse, i nemici-soci, Berlusconi-De Benedetti, si sono stretti in questo “abbraccio” finanziario, perché, in fondo, sono accomunati dallo stesso destino: un profondo rosso. I due “ladri di Pisa”, infatti, non se la passano bene. E questo, nonostante uno dei due contententi (Fininvest) abbia versato nelle casse dell’altro (Cir) 491,3 milioni di euro per la sentenza del lodo Mondadori. Soldi che però non sono bastati per portare vicino alla parità i conti della holding della famiglia De Benedetti: Cir ha chiuso il 2013 con conti in rosso per 270 milioni di euro. E lì a pesare c’è un altro macigno: Sorgenia, la cui partecipazione è stata integralmente svalutata dopo il passivo di 783,4 milioni di euro.

A proposito di Sorgenia, l’accordo tra le banche per salvare il colosso energetico dei De Benedetti, è pronto. Ed entro venerdì, sarà degli istituti di credito: primo tra tutti Monte Paschi di Siena che si porterà a casa il 22% della società.

Ma tutto questo non sembra interessare ai “mimi e cocò” della pubblicità. Anche se “questo matrimonio non s’ha da fare”, molto probabilmente, si farà. Google, Yahoo, tremate, tremate, gli “stregoni” son tornati.

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