Mafioso e radicalizzato islamico, l’apoteosi del terrore

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Secondo un rapporto dell’Intelligence sulla radicalizzazione in carcere, sono 13 i delinquenti italiani convertitisi all’Islam nelle patrie galere. Uno di loro è un mafioso.

Si tratta di un detenuto originario della provincia di Brindisi, condannato a oltre 30 anni di galera «per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, rapina furto e altro». Affiliato alla “cosca dei mesagnesi” si ispirava a Toto Riina. Tanto per far capire di che razza di criminale stiamo parlando.

Bene. Arrivato in carcere, precisamente a Trapani, si è ritrovato come compagno di cella un detenuto musulmano. Risultato? Una inquietante conversione all’Islam. Inquietante non per la scelta di fede in sé, sia chiaro, quanto piuttosto per il fatto che, secondo l’Intelligence, in Italia ci sono almeno 148 detenuti stranieri che si auto-attribuiscono il ruolo di “imam” nelle carceri italiane, portando talvolta il convertito alla radicalizzazione. E cosa c’è di più inquietante di un mafioso radicalizzato? Siamo abituati a pensare ai terroristi come stranieri e, invece, si sta piano piano aprendo la strada alla peggior specie di criminale.

Al momento, il detenuto sembra comportarsi in modo «corretto, dignitoso e riservato». L’atteggiamento spavaldo e arrogante pare abbia lasciato posto a una misurata pacatezza. Si segnala anche che sia «perseverante e preciso nella pratica religiosa in quanto si reca sempre per primo nella sala preghiera e spesso si intrattiene per molto tempo con il conduttore della preghiera dal quale si fa spiegare alcuni passi del Corano». A dimostrazione che la radicalizzazione non è improbabile. Anzi.

Non solo. Gli osservatori hanno segnalato che abbia persino tentato di «convincere il proprio figlio di 12 anni a praticare la religione islamica tenendo all’oscuro la madre, In particolare gli avrebbe riferito le seguenti frasi da quando mi sono convertito all’Islam sto meglio perché l’Islam non è quello che si vede in tv. E ancora una scritta in arabo con la relativa traduzione Dio è grande Dio è la luce spero che quando ti sentirò tu mi risponderai allo stesso modo. Chiaro segno di una volontà di conversione anche da parte del figlio».

I mafiosi, soprattutto i boss più spietati, si sono sempre dimostrati molto “devoti” alla religione cattolica. Questo legame tra fede e criminalità sta per raggiungere un livello superiore.

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