Popolare Vicenza: se ne va il vice dg De Francisco con gli altri “Iorio boys”

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Sono arrivate oggi le dimissioni di Iacopo De Francisco dalla carica di vice direttore generale vicario della Banca Popolare Vicenza.

Oltre a lui si sono dimesse anche altri dirigenti ritenuti molto vicini all’ex ad Francesco Iorio: la notizia, secondo le voci che circolano all’interno dell’istituto finanziario, non sembra addolorare granché chi è rimasto in Popolare Vicenza. Come era stato raccontato (leggi qui), infatti, erano state accolte con molto scetticismo le nomine riguardanti proprio Iorio e De Francisco. Il caso era scoppiato con la notizia della buonuscita d’oro dell’ex ad: 6,3 milioni di euro dopo solo 18 mesi, con scarsi risultati, secondo alcuni anche controproducenti.

Un’altra ombra, inoltre, si sta allungando in queste ore sul viaggio che Iorio aveva effettuato negli Stati Uniti: sembrerebbe che verrà effettuata un audit interno per esaminare lo svolgimento della trasferta considerata “storica”, ma in maniera assai ironica. Il viaggio dell’ex ad di Popolare Vicenza, infatti, era stato svolto con l’obiettivo di cercare necessari fondi d’investimento: eppure in quei giorni Iorio non visitò neppure l’ufficio della Popolare Vicenza a New York. Qualche voce sostiene si sia recato a Miami, per un viaggio più di piacere che di lavoro.

Non a caso le principali critiche sull’operato di Iorio hanno riguardato il suo atteggiamento verso gli uffici della banca veneta all’estero. Nonostante costassero poco e generassero ottimi profitti, invece di tutelarli o al massimo venderli a un altro istituto in cerca di filiali all’estero, l’ex ad pensò bene di chiuderli. Anche per questo in molti erano rimasti sorpresi quando il fondo Atlante lo aveva riconfermato con il nuovo consiglio.

Sin dal suo insediamento, Iorio non si presentò nel migliore dei modi: dai ritardi con cui si presentava alle riunioni, all’atteggiamento ostile verso Zonin soprattutto di fronte ad altre persone. Addirittura tra le polemiche finirono le agende del 2016, già stampate a fine 2015: per far vedere che voleva risparmiare, Iorio ordinò di mandarle al macero. Dall’interno della banca si è venuto a sapere dell’assenza di qualsiasi piano di sviluppo. Non solo: invece di mantenere l’ambiente unito, Iorio scelse di mettere l’uno contro l’altro.

Ora, con le ultime rivelazioni, si fa sempre più concreto il sospetto che serpeggia in Popolare Vicenza secondo cui Iorio sia stato mandato da UBI per distruggere una pericolosa concorrente molto attiva all’estero.

5 Commenti

  1. Pingback: Xausa e De Francisco finiscono a pezzi sulla stampa | La Sberla

  2. Lorenzo said:

    Iorio e Company ci hanno beffato 2 volte svendedo la Popolare di Vicenza (Per conto di chi?) E con dei compensi stratosferici già concordati a tavolino se l’operazione andava a buon fine com’è successo.

  3. Lorenzo said:

    Iorio è stato messo ai vertici della Popolare di Vicenza per togliere di mezzo gli azionisti mettendo in vendita azioni a 10 centesimi per consegnare la banca al fondo Atlante.
    Il valore delle azioni era molto superiore, pensate che percentuale avrebbe avuto il fondo Atlante se le azioni valessero 6 o 10 euro? Ci ha derubato sostenuto chissà da chi….

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