Atac perde 80 milioni di euro l’anno (per colpa dei ”portoghesi”)

I dati parlano chiaro: un romano su quattro non paga il biglietto. È un cane che si morde la coda: chi non lo fa sostiene che non vuole pagare per un pessimo servizio. I servizi, del resto, non possono migliorare se non ci sono i fondi.  E Atac lamenta un danno da 80 milioni di euro annui.

I furbetti senza biglietto, ovviamente, hanno vita facile soprattutto su autobus, tram e metro. Complice un mancato controllo da parte degli addetti sui mezzi di trasporto. Auspicabile una presenza fissa di un controllore dell’Atac e, soprattutto, la possibilità di poter comprare il biglietto direttamente sul mezzo, appena saliti a bordo. Altra misura contro gli evasori, in questo caso riservata ai servizi di metropolitana, come accade in molte città all’estero, potrebbe essere l’installazione di tornelli verticali che scoraggino i “saltatori”.

Ovviamente sul treno è tutta un’altra storia. Non che fare i furbi sia impossibile, ma di sicuro è più difficile. Secondo i dati forniti dal Codacons, tra i mesi di gennaio e ottobre 2016, una squadra di controllori della Direzione Lazio di Trenitalia ha controllato 204mila passeggeri su 1.100 treni. A questa attività si è aggiunta anche quella portata avanti da controllori da fuori regione, con squadre di 25 addetti, 32 giornate di attività su 3.000 treni e 309 mila viaggiatori ai quali è stato chiesto di mostrare il biglietto.

A seguito dei controlli è venuto fuori che l’1,6% dei passeggeri è stato trovato senza titolo di viaggio (che però è stato regolarizzato al momento di salire sul treno), mentre al 3,4% dei passeggeri non è stato permesso di salire a bordo dei treni perché, appunto, senza biglietto.I controlli vengono effettuati soprattutto al binario, in particolare nelle principali stazioni regionali laziali da Ladispoli a Ciampino ai Castelli, Ostiense e Anguillara, Civitavecchia, Formia Aprilia fino a Parco Leonardo.

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