Le ambigue manovre di Marino per l’assegnazione del Teatro Valle

Teatro Valle
Ignazio Marino

Ignazio Marino ha dichiarato aperta la contesa per l’assegnazione del Teatro Valle.
E lo ha fatto nell’unico modo che conosce, utilizzando l’ambiguità ed il sotterfugio, scatenando così le aspre critiche del collettivo di artisti e lavoratori dello spettacolo che attualmente occupano lo storico palco romano.
“Il Teatro Valle deve tornare libero”, ha tuonato il sindaco di Roma, auspicando se non l’intervento delle Forze dell’Ordine, almeno una responsabile ritirata da parte degli attivisti, che con un comunicato hanno esortato Marino ad “assumersi la responsabilità politica di sgomberarli con la forza pubblica”.
Il primo cittadino, nell’attesa di superare lo scoglio più ingombrante, quello della rimozione degli ingombranti inquilini, già prepara la strategia per la futura assegnazione. E’ stata una sua idea l’occultamento del dossier, commissionato dall’amministrazione capitolina ad un gruppo di esperti, contenente preziose indicazioni con cui orientare il  futuro affidamento della struttura.
Il documento, fortemente voluto dall’ex Assessore alla Cultura Flavia Barca (dimessasi ed ancora non sostituita) ed elaborato da cinque tecnici scelti tra docenti e professionisti del settore, reputa fondamentale tenere conto, nella fase di scelta della futura “governance”, “dell’esperienza di gestione informale” degli occupanti e di quanto”sia stato prodotto in termini di innovazione teatrale, culturale, gestionale e sociale”. Nonostante, si aggiunge, “l’illegalità determinata dall’occupazione e l’evasione dei diritti d’autore Siae”.
Un testo che, se fosse preso in considerazione, sarebbe un vero e proprio autogol per la Giunta Marino, intenzionata ad indire un bando pubblico per assegnare il Teatro Valle, probabilmente ad un soggetto “amico”. L’anticamera, dunque, di una vera e propria privatizzazione, con l’estromissione da tutti i giochi degli attuali occupanti, già rimbalzati dal Prefetto Pecoraro che non li ha riconosciuti, nelle vesti di “Fondazione Teatro Valle Bene Comune”, come soggetto giuridico accreditato alla gestione della struttura.
Marino si appresta ad aprire un nuovo fronte dello scontento, che lo vedrà impegnato, ancora una volta, contro tutto e tutti. Ex sostenitori inclusi.

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