UBI: quegli incontri proibiti con Bankitalia e Consob

Proseguono le accuse nei confronti di UBI molte delle quali contenute negli atti del procedimento giudiziario della Procura di Bergamo. Tra queste ci sarebbero le manovre, proibite, per bloccare la sorveglianza interna.

“Cinque cretini”, così alcuni degli uomini ai vertici di UBI banca, avevano definito i membri del consiglio di sorveglianza che avevano l’obiettivo di fare chiarezza sulla gestione dell’istituto. A pubblicare le accuse contenute nelle carte è stato il quotidiano La Verità: tra queste, ci sono anche le intercettazioni tra Bazoli e soci che parlano degli incontri con i vertici di Consob e Banca d’Italia. Proprio alla Consob, nel 2013, venne presentato un esposto sull’esistenza di patti parasociali non comunicati alle autorità di vigilanza presentato dai “cinque cretini”, ovvero Adrea Restim Dorino Agliardi, Luca Vittorio Cividini, Marco Gallarati e Maurizio Zucchi.

Nell’esposto si trova l’ipotesi secondo cui i due storici gruppi di azionisti – ovvero l’Associazione amici di Ubi e l’Associazione banca lombarda e piemontese – avessero usato patti indebiti e regole non scritte, non solo per prestabilire i vertici di UBI, ma anche le nomine di altre società controllate. Tra i nomi, oltre a quelli dell’amministratore delegato di Ubi Victor Massiah, Emilio Zanetti, come presidente dell’associazione ‘Amici di Ubi’, il vicepresidente di Ubi Mario Cera, il presidente del consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e l’imprenditore Giampiero Pesenti, c’è anche quello di Giovanni Bazoli, presidente dell’Associazione banca lombarda e piemontese, nonché presidente emerito di Intesa Sanpaolo.

Dal documento di chiusura delle indagini, si era appreso che Bazoli era “tra i componenti della cabina di regia che sul lato bresciano decideva le nomine degli organi della banca e delle sue partecipate in condivisione con quelle decise dalla ‘commissione Zanetti’ costituita sul lato bergamasco”.

Come ha sottolineato La Verità, i sospetti sulle interazioni indebite con Palazzo Koch sono confermate dal via libera alle intercettazioni anche su Anna Maria Tarantola ex capo della sorveglianza di Bankitalia, all’epoca delle misure giudiziarie al vertice della presidenza Rai.

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