Truppe del Senegal invadono il Gambia: in arrivo una guerra africana?

Il presidente del Gambia Yahia Jammeh non ha accettato il risultato elettorale di dicembre: ora le truppe senegalesi sono pronte a destituirlo con metodi meno morbidi.

Era salito al potere 22 anni fa con un colpo di stato: ora, però, il presidente-dittatore non vuole lasciare il suo ruolo. Dopo le ultime consultazioni democratiche, l’Ecowas – la comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale – gli ha intimato di farsi da parte. Lui, in risposta, lo scorso 17 gennaio ha proclamato lo stato di emergenza in Gambia.

E così le truppe che inizialmente erano state schierate al confine, ora sono entrate per accerchiare Yahia Jammeh. Non solo truppe senegalesi: ci sono anche militari maliani, tonglesi e nigeriani. La Nigeria, inoltre, potrebbe mobilitare anche forze armate navali e aeree.

Inmediatamente sono stati allertati i numerosi turisti, soprattutto europei, presenti in Gambia. Oltre a 900 inglesi, sono stati fatti evacuare anche 2mila olandesi presenti nell’area molto visitata che comprende anche il Senegal.

Ma la situazione di emergenza coinvolge principalmente i cittadini del Gambia: in 26mila sono saliti sui battelli per raggiungere Dakar dalla capitale Banjul. La popolazione del Gambia sfiora i 2milioni di abitanti; quasi la metà vive con meno di due dollari al giorno.

Un’eventuale guerra non farebbe altro che precipitare peggio nella disperazione un’intera zona dell’Africa con ulteriori conseguenze anche sui flussi migratori che già stanno colpendo duramente l’Europa. Ingrassando le tasche dei soliti criminali, sia in Africa che in Europa, pronti a sfruttare le disgrazie sotto la veste dell’umanitarismo.

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