Gli Hare Krishna vicinissimi al riconoscimento come ente religioso

Hare Krishna

Con l’aiuto del partito democratico gli Hare Krishna sono sbarcati in Parlamento. E ora aspettano con ansia la firma di Mattarella per ottenere l’accesso ai finanziamenti dell’8 per mille

Nella giornata di ieri, la Camera si è riunita al Palazzo di Montecitorio per discutere le interpellanze urgenti. Tra queste, al secondo posto si trova l’iniziativa di Lia Quartapelle Procopio. La proposta avanzata della deputata del Partito Democratico ha ad oggetto il “riconoscimento come ente religioso della congregazione italiana per la coscienza di Krishna”. Gli Hare Krishna sono un ramo monoteista dell’induismo. Credono al loro Dio, onnisciente e onnipotente, come unica “Verità Suprema“. Questa dottrina, sbarcata in occidente da quasi cinquant’anni, conta milioni di fedeli in India, Bangladesh e Indonesia. Dal novembre del 2014, i monaci dell’Hare Krishna attendono la firma del Governo per ultimare l’iter di riconoscimento a ente religioso.

“Con i colleghi chiediamo al Governo se non sia effettivamente arrivato il momento di procedere al riconoscimento come ente religioso della federazione nazionale per la coscienza Krishna. Dopo anni di attesa e dopo che la congregazione ha effettivamente ottemperato a tutte le richieste e procedure previste dalla legge italiana”. Queste le parole che la deputata del Partito Democratico ha rivolto Davide Faraone. Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione ha poi confermato alla deputata piddina che “l’iter procedimentale per il riconoscimento è in corso di ultimazione”.

Solo una questione di tempo quindi. La congregazione italiana per la coscienza di Krishna verrà riconosciuta ente religioso. E i primi da essere stupiti, in effetti, sono proprio loro. “Fino a un anno fa era solo sogno”, afferma Parabhakti Das, al secolo Mauro Bombieri, vicepresidente della Iskcon Italia e responsabile di Villa Vrindavana, il primo grande tempio degli Hare Krishna situato a San Casciano Val di Pesa.

Dopo quasi cinquant’anni, il movimento lascia così la sfera del folklore per assumere una veste più istituzionale. Dopo aver ottenuto lo status di ente morale nel 1998, gli Hare Krishna sono in attesa del riconoscimento più importante: “Da due anni manca solo una firma, quella del presidente della Repubblica”, spiega il vicepresidente della Iskcon Italia. Ma perché questo benedetto riconoscimento è così importante? Perché tutta questa fretta? Non certo per l’8 per mille. Almeno per quanto si evince dalle parole di Parabhakti: “La cifra sarebbe irrisoria. Quello che ci sta a cuore è avere dei diritti. Per esempio la possibilità di avere, in quanto religione riconosciuta, accesso negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri. Già adesso in Toscana abbiamo ottimi rapporti con la Regione e con le istituzioni locali, tanto che in collaborazione con gli ospedali di Firenze e di Siena abbiamo inaugurato la stanza della meditazione”.

La congregazione Krishna promuove in Italia importanti manifestazioni di carattere culturale e religioso. In più, fornisce anche un grande contributo nell’assistenza ai poveri, soprattutto nella città di Torino. E’ sacrosanto che nel nostro Paese venga riconosciuta a tutti la libertà di culto. Ma questa urgenza desta più di qualche sospetto: che la setta religiosa miri solo ed esclusivamente ai finanziamenti dell’8 per mille? E poi, in un’Italia dove le zone terremotate stanno ancora aspettando i 28 milioni di euro donati dai propri concittadini, il riconoscimento religioso di una piccola comunità non può divenire una questione di Stato.

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2 Commenti

  1. Corrado said:

    vogliono l’accesso alle scuole, dopo tutti gli abusi perpetrati sui bambini indiani ……. ma anche NO !

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