Quando il design entra in ostello. L’Italia sul modello del Nord Europa

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Buona notizia per tutti i viaggiatori con lo zaino in spalla: aumentano le sistemazioni di design a basto costo. Nasce l’ostello chic

Un tempo erano luoghi spartani. Semplici punti d’appoggio per una vacanza a budget ristretto, nulla di più. Oggi invece, dopo essere stati scoperti da una clientela più adulta e spigliata (soprattutto all’estero), anche in Italia gli ostelli stanno vivendo una seconda giovinezza. Un cambiamento totale: abbandonate la vecchia concezione di ostello. Non è più quel dormitorio angusto e malcurato con i letti ammassati uno sopra l’altro. Oggi le sistemazioni low cost sono strutture di design che vantano arredi ricercati, oggettistica originale e illuminazione moderna. Tra pareti in pietra e travi a vista nasce così l’ostello chic.

E finalmente sarà possibile anche a Roma, da tempo orfana di ostelli pubblici, prenotare una notte a meno di 20 euro in una struttura di design. Negli ultimi mesi infatti, nella capitale sono sbarcati hostel (che contano complessivamente 500 posti letto) con soluzioni su misura per tutti coloro che amano viaggiare con lo zaino in spalla. “Non c’è limite d’età per gli ospiti, possono prenotare dai 16 agli 80 anni”, afferma ai microfoni di Repubblica Philippe Pellan, direttore di Generator. La catena di ostelli, nata nel lontano 1997 dall’intuizione dei due fratelli londinesi Lousie e Kingsley Duffy, è appena sbarcata dietro Piazza Vittorio, proprio di fronte al mercato di Via Ricasoli. “Niente tivù in camera o mini bar, vogliamo che il cliente trascorra meno tempo possibile da solo.” – aggiunge Mirella Melis, giovane business development di Generator“Organizziamo passeggiate, visite guidate per far socializzare i clienti con tanto di calendario settimanale delle attività appeso ovunque”.

Poi c’è il New Generation. L’ostello boutique in pieno rione Monti, inaugurato meno di un anno fa. I clienti si fanno il letto da soli con il kit di lenzuola consegnato all’arrivo. Nessun asciugamano. Si dorme solo nei letti a castello. La spesa parte dai 15 e può arrivare a un massimo di 22 euro a posto letto. Proprio come nei veri ostelli.

E infine c’è lo “Yellow Square“, altro ostello di design a pochi passi dalla Stazione Termini. “Ho cominciato con un b&b nel 1999 – confessa il proprietario Fabio Coppola, 34 annima via via ho aumentato il numero di stanze e posti letto, attualmente 250. Il prezzo è modulabile come fosse una compagnia aerea low cost, con forbice dai 15 ai 45 euro. In più c’è la formula stay for free; si dorme gratis se si viaggia col proprio talento e si fa una performance tra musica, teatro, arte sul palco della struttura durante il soggiorno”. L’arte prima di tutto. Insomma, un’idea davvero originale, vantaggiosa, ma soprattutto molto creativa.

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