ANAS, Cantone e la Ss 275: una telenovela infinita (anche se mai iniziata)

Continuano ad arrivare segnalazioni sulla assurda situazione riguardante la Ss 275, la più grande arteria stradale del sud Salento. I lavori non sono mai partiti. La gara bandita dall’ANAS è stata revocata dopo l’intervento dell’ANAC: Cantone ha riscontrato “macroscopiche illegittimità” nelle procedure.

Le imprese coinvolte intanto vanno avanti a colpi di ricorsi delle sedi dei tribunali amministrativi. Mentre si decide cosa a fare a farne le spese sono gli operai, disposti a qualunque cosa pur di non far calare l’attenzione della classe politica sulla vicenda. Riceviamo e pubblichiamo la prima di una serie di lettere.

++++++++++++++++++++

Gentile Redazione,
mi permetto di scrivervi per denunciare, ancora una volta, l’assurda vicenda riguardante la Ss 275, nel Salento. La mia identità non è importante. Che io sia un imprenditore o un operaio, nulla cambia. In entrambi i casi lo sdegno sarebbe il medesimo: quello che qualunque persona onesta, che fa il suo lavoro nel rispetto delle regole, proverebbe di fronte ai fatti che hanno caratterizzato negli ultimi cinque anni la Strada Statale Maglie-S. Maria di Leuca.

La vicenda è questa: l’appalto per i lavori di ammodernamento della Statale è stato assegnato, nel 2012, a una Ati (Associazione temporanea di impresa) che poi si è rivelata – per usare un eufemismo – «non in regola» con la documentazione. Non avrebbe dovuto nemmeno partecipare alla gara, altro che vincerla. Ma, guarda caso, si tratta di una Coop rossa, di quelle che un modo per spuntarla lo trovano sempre.

Non stavolta, però. Giudicata illegittima la sua vittoria, si pensava che il lavoro passasse al secondo classificato. Ma siamo in Italia, dove tutto è possibile.

Così, a botte di ricorsi e controricorsi al Tar (a volte accettati a volta respinti, salvo poi essere accettati nuovamente), è dovuto intervenire il Consiglio di Stato che ha condannato l’ANAS al risarcimento dei danni in favore della seconda Ati che si era vista portar via l’appalto, in quanto ha riscontrato, cito, “macroscopiche illegittimità rilevate nella procedura di gara”. Risarcimento che si poteva evitare qualora ANAS avesse annullato l’aggiudicazione della gara, con conseguente risoluzione del contratto.

Si rifà tutto, a norma di legge, e vinca il migliore. Giusto? Sbagliato. Perché, l’ATI vincitrice (“illegittima”) dell’appalto impugna la sentenza di fronte al Tar di Lecce che, pur confermando il difetto di giurisdizione, le dà ragione in merito alla non annullabilità dell’aggiudicazione.

Dunque nulla di fatto. Si ricomincia il balletto dei ricorsi, degli appelli, delle sentenze e delle controsentenze.

Alla fine interviene Cantone che, nell’agosto del 2016, bacchetta tutti i soggetti coinvolti: il consorzio ASI che non ha espletato le dovute procedure; l’ANAS per aver commesso “macroscopiche illegittimità” nella procedura di gara (leggi qui); il Ministero Infrastrutture e Trasporti per la mancata vigilanza nei confronti di ANAS; la Regione Puglia, ente finanziatore, per non aver attuato i poteri di vigilanza ad essa spettanti in virtù del disciplinare regolante i rapporti tra quest’ultima e l’ANAS.

E quindi che si fa? Cantone chiede all’ANAS di valutare le varie opzioni da intraprendere, considerando tutti i fattori: dall’adeguatezza del progetto, al rischio di oneri aggiuntivi, le possibili contestazioni, fino all’affidabilità degli operatori economici.

L’ANAS che fa? Annulla tutta la procedura di gara, giustificando la decisione nel lungo tempo trascorso nel frattempo a causa dell’enorme contenzioso e nel conseguente aumento spropositato dei costi di realizzazione dell’opera.

A questo punto sorgono una serie di interrogativi: non è forse colpa di ANAS se è passato così tanto tempo dalla gara?

Non è forse colpa di ANAS se si è instaurato l’ingente contenzioso?

Se ANAS avesse adottato la diligenza, l’accortezza e soprattutto la trasparenza richiesta a qualsiasi stazione appaltante e, quindi, non avesse commesso tutte quelle “macroscopiche illegittimità” accertate dal Consiglio di Stato nel 2014, oggi forse i lavori sarebbero già stati realizzati.

La SS275 è un’opera strategica, che darebbe sviluppo e sicurezza al territorio e ai cittadini. Invece è tutto fermo. Il ministro Delrio aveva assicurato che era pronto a nominare un commissario ad hoc, applicando “il metodo Expo”. Lo avete visto? Noi no.

L’unica cosa che si è vista è la lettera di licenziamento giunta ai lavoratori delle imprese consorziate che avrebbero dovuto eseguire l’opera. A questi se ne aggiungeranno molti altri, se la situazione non si sblocca.

Sì, ma: perché non si sblocca? Chi ha interesse che la situazione resti immobile? Non voglio assolutamente dare credito alle voci, sempre più insistenti, che dietro la decisione di ANAS di rifare la gara d’appalto ci sia la regia del ministro Giuliano Poletti.

È vero, Poletti è amico da sempre delle COOP. Ma basta questo a far malignamente pensare che, persa qualsiasi speranza che l’appalto possa tornare nelle mani dell’ATI vincitrice della gara (la “famosa” CCC i cui patron sono finiti nei pasticci, uno arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma su un giro di corruzione nell’ANAS che ha portato nelle patrie galere molti funzionari, tra cui la famosa “Dama Nera”; l’altro nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brindisi per un presunto giro di mazzette per appalti nel comune di Cellino San Marco) spera che il lavoro ritorni nelle mani di un’altra cooperativa rossa, già individuata, e guarda caso anche lei in gara per quei lavori?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca diceva qualcuno molto più scafato di me. Intanto, tutto tace. ANAS in primis. I lavori sono in stallo, le controversie giudiziarie continuano. Un limbo. A chi giova tutto questo? 

++++++++++++++++++++

Articoli correlati

9 Commenti

  1. Whistel said:

    Questa lettera di denuncia si capisce dove comincia ma non dove finisce…. il CCC, i “patron”, Poletti, le c operative rosse che dovrebbero rivincite …. ma che cosa dice questo? I riferimenti ad arresti poi sono a c operative associate e non al CCC: O é in malafede o non sa di cosa parla.

  2. fiore calabro said:

    mi spiegate come può andare avanti la più importante stazione appaltante della nazione se per ricevere la firma (solo la firma) di un contratto di supporto della progettazione impiega ben 7 mesi, ovviamente il lavoro è stato consegnato, come da richiesta ben 4 mesi prima

  3. incazzato said:

    Le chiacchiere sono a zero, finora mi sono impegnato con molte arrabbiature e gastrite lavorando con ingegneri incapaci cercando di mandare avanti i lavori.ORA basta faccio solo il mio mi sono rotto di fare il suggeritore a quelle teste di cavolo di ingegneri maschi o femmine che siano. Che vadano al diavolo loro ed Anas stile c.

  4. Antilope Kober said:

    sanno cambiare solo la carta intestata, specificare che la “A” di Anas deve essere maiuscola , mentre “nas” sempre in minuscolo!!!! Ma la volete smettere con ste cazzate e pensare alle cose concrete ed a riorganizzare davvero l’Azienda???? intanto la state solo sfasciando con ste macro-aree……….avete tolto i dirigenti intrmedi nei compartimenti ma non avete risparmiato 1 solo euro, visto che li avete fatti pure contenti rintanandoli tutti in Direzione Generale lontani dai pericoli penali. In periferia regna la confusione più totale………..ognuno degli 8 Re di Roma fa come gli pare (Rup, Ruppetti e cagate varie) senza un criterio univoco su tutto il territorio…..il personale è disorientato….gli 8 Re di Roma che fanno un giorno qui ed uno lì…..sballottati da una regione all’altra senza capirci una mazza di cosa e chi gestiscono…..insomma…le solite cose all’italiana!!!! ed intanto i PM martellano come sempre: per loro vale solo e sempre il DPR 1126/81 che fotte sempre e solo i pesci piccoli (sorvegliante, capo nucleo e capo centro)………..a loro non interessa lo sfascio che sta sopra, sotto e intorno a questi pesciolini fessi!!!!

    • cotillon said:

      Beh ti faccio (positivamente) notare, che finalmente, come da articolo precedente di Brega, l’ex presidente Anas e altri sono stati indagati per concussione, spero proprio sia finito il tempo in cui si prendono decisioni a Roma, si impongono, e i rischi rimangono in capo al pesce piccolo come dici tu.
      Vizio poi ribadito ai vari livelli (io mi prendo l’incentivo i rischi tu se vuoi essere rinnovato e/o non trasferito)
      Io ho parlato con dipendenti di altre società. Il “forma mentis” che vige in anas (a minuscola) è un’anomalia che qualsiasi persona dotata di buon senso può tranquillamente vedere. Questo forma mentis è frutto di due decenni di assunzioni di incapaci.

  5. Cisiamorottilafodera said:

    Padreterno hai centrato in pieno il problema. Nuova dirigenza giovane ed inadeguata, proveniente da Terna, dove avevano incarichi di secondo piano, voluti dal precedente governo (Renzi & C.) per usarli come marionette in attesa dell’accorpamento con FS trasferendo l’ANAS e i suoi dipendenti, Azienda ricca di storia e dipendenti orgogliosi di appartenervi. Ma con quale coraggio l’attuale presidente, dopo le varie dichiarazioni rilasciate ai mass media, sputtanando sia i dipendenti corrotti che i tanti onesti, fa levA SULL’ORGOGLIO aZIENDALE per far ripartire la societa’….aumenta i livelli per quadrie dirigenti e lascia orario ridotto 28 H settimanali ai cantonieri del centro sud. VERGOGNA??!!!!

  6. Luna said:

    Si pensava con Armani potesse esserci una svolta in positivo.. e invece l inconcludenza e l’ inadeguatezza di questo individuo e’ davvero da Record. Il Re insieme ai suoi scagnozzi dell’ autoreferenzazione.. il vuoto assoluto nelle scelte logistiche e amministrative inerenti il persona da parte del direttore risorse umane caldamente voluto dal presidente armani. I contenziosi che continuano ad esserci e con quali importi! Il continuare ad aiutare amichetti politici in operation….il credere di far bene ad un’ azienda allo sbando più totale. Nelle ex sedi compartimentali vige il caos più assoluto. Il continuo dire e smentire tutto del presidente anche in sedi di massimo livello, senza entrare mai nei meriti delle questioni perché altrimenti risulterebbe ancor più inadeguato di quanto non lo sia già.Le riorganizzazioni aziendali ogni 10 mesi se non meno.. e il fare proclami inutili.. vedi le 1000 assunzioni,vedi la fine della Salerno Reggio che NON e’ stata affatto finita.. e in molti punti non è nemmeno a norma.. e così via via verso la paradossale idea che tanto nessuno può fermarlo e invece c’è bisogno che qualcuno lo fermi in questa barca alla deriva più assoluta.. si naviga a vista e il comandante e’ pure miope e con la cataratta.

  7. Padreterno said:

    Non prendetevela con Armani: è solo un ragazzotto iracondo e inadeguato per la posizione che ricopre. E non prendetevela con la dirigenza che si è portato dietro: sono della stessa forza e consistenza. Prendiamocela con chi li ha messi lì, perché tale scelta era (è) funzionale ad un certo disegno….. Dopo due anni siamo qui a chiederci quale sia l’impronta che hanno voluto dare ad Anas e la risposta, sotto gli occhi di tutti (se in buona fede) è sconfortante. Mi chiedo: ma è mai possibile che in Anas non siano capaci di mandare gente valida, preparata ed onesta? Perché ci dobbiamo sempre accontentare degli scarti altrui (Terna, in questo caso)?

*

Top