Tumore, dimmi dove abiti e ti dirò quante chance hai di sopravvivere

Un gruppo di scienziati dell’Institute for Health Metrics and Evaluation ha tracciato una ”mappa della letalità del cancro” negli Stati Uniti: in base a dove si vive cambiano le possibilità di sopravvivere al tumore.

Anche se il tumore ha una causa essenzialmente genetica, alcuni fattori ambientali come ad esempio agenti fisici (tipo le radiazioni) o l’esposizione a sostanze chimiche (come l’amianto o il fumo di sigaretta) possono giocare un ruolo attivo nella mutazione di determinati geni e agire quindi come elementi cancerogeni.

Gli scienziati dell’Ihme hanno dunque mappato tutto il Paese e ne è emerso che la mortalità degli americani varia notevolmente sulla base di dove vivono. Qualche esempio? Il tumore al polmone è più “letale” se vivi nella Union County, in Florida (231 morti per 100 mila residenti). Va meglio per chi abita in Summit County, Colorado  (“solo” 11 morti ogni 100 mila persone).

Per il tumore al fegato è peggio se si vive in California, Oregon, Washington, New Mexico e Texas. Per quello ai polmoni, invece, si registra un alto tasso di decessi nelle aree del Sud e in molte zone rurali come Kentucky, Tennessee, Alabama, Missouri, Arkansas, Mississippi, e in alcune parti dell’Alaska.

Per il tumore al seno ci alti tassi di mortalità nelle contee lungo il fiume Mississippi. I dati più bassi si rilevano invece in alcune parti del West, Midwest, e Northeast. Di cancro della prostata si muore di più in Alabama, Mississippi, Georgia, South Carolina, e Virginia. Per il cancro al rene la zona più letale è di nuovo la zona lungo il fiume Mississippi, così come in Oklahoma e Texas.

«Queste significative disparità tra contee degli Stati Uniti sono inaccettabili […] ogni persona dovrebbe avere accesso agli screening precoci per il cancro, così come a un trattamento adeguato» afferma Ali Mokdad, autore principale dello studio (leggi qui) e professore dell’Ihme.

 

 

Mentre gli Stati Uniti nel neo presidente Donald Trump «avviano un nuovo dibattito proprio sull’accesso alle cure sanitarie, questi risultati sulle grandi differenze nella mortalità da cancro dovrebbero entrare nella discussione» sottolinea invece la ricercatrice Laura Dwyer-Lindgren, co-autrice dello studio. «Che cosa stia portando il cancro a essere molto più fatale in una parte del Paese più che in un’altra richiede ulteriori indagini».

 

 

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