Da San Basilio al Trullo: le case agli italiani e la sinistra in crisi di nervi

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Da San Basilio al Trullo, il fenomeno di ribellione per le case popolari assegnate agli stranieri non si placa: movimenti identitari che difendono gli italiani ottengono sempre più consensi, ma tutto questo provoca la reazione scomposta di certi sociologi e giornalisti.

“Siamo rientrati grazie a Casapound” hanno dichiarato a Repubblica Juri e Aurora, giovani fidanzati sfrattati pochi giorni fa per far posto a una famiglia marocchina. Loro “abusivi”, gli stranieri “in regola”: apoteosi dell’assurdo in una delle tante periferie abbandonate dallo Stato. Oltre all’organizzazione di via Napoleone III, secondo il quotidiano del gruppo L’Espresso nei picchetti per impedire l’assegnazione dell’alloggio agli stranieri c’erano anche altri movimenti come Forza Nuova e Roma ai Romani. “Sigle riunite insieme come non accadeva da anni” è l’analisi quasi isterica che si legge su Repubblica: “L’allarme razzismo” è l’occhiello sparato sopra a un titolo apocalittico: “La guerra del Trullo, ‘Erano stranieri la casa spetta a noi’”.

Aurora e Juri sono giovani fidanzati in attesa di un bambino, ma la loro colpa è quella di essere italiani: “Da noi gli stranieri hanno un sacco di privilegi. Questa casa l’abbiamo occupata per lui” ha dichiarato la futura mamma toccandosi il pancione. Quello che dovrebbe fare ogni Stato – ovvero garantire un tetto per ogni famiglia, assicurando un futuro sicuro ai propri cittadini – sono costrette a farlo le organizzazioni identitarie. Questa logica, però, viene attaccata frontalmente da chi vede nei migranti la nuova classe da difendere e il nuovo elettorato da coltivare, coccolare e sostenere. Una vera e propria sostituzione è in atto grazie ai partiti che predicano la tolleranza, ma nei fatti tutelano un’immigrazione incontrollata, resa ancora più pericolosa dallo stato di disagio in cui già versano gli italiani.

Puntuale, poi, arriva l’analisi del sociologo antifascista di turno in cerca di visibilità.Così l’ultra destra militarizza le perfierie”, parola di Guido Caldiron, scrittore e giornalista che prova a utilizzare i termini giusti per incutere paura in chi legge. La “terribile” colpa dei movimenti di destra – secondo Caldiron – è quella di ricordare Alba Dorata con la quale Casapound e Forza Nuova intrattengono solidi rapporti. E cosa c’è di male, caro Caldiron? Il sociologo forse non sa o finge di non ricordare la terribile esecuzione in cui vennero freddati due militanti del movimento nazionalista greco, l’1 novembre del 2013, proprio davanti la loro sede. Neanche una parola verso quel duplice omicidio a colpi di mitraglietta, firmato da sicari mai identificati.

Meglio non parlarne per Caldiron che però lancia un’osservazione giusta: “Azioni come quelle del Trullo puntano a incidere su un atteggiamento ormai post-politico di certe periferie dov’è scomparsa o quasi la sinistra”. Ecco, fate largo ai movimenti identitari e sovranisti, senza drammi: perché oltre alla sinistra, nelle periferie è scomparso anche lo Stato.

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