Alzheimer, nuovo farmaco (in sperimentazione) blocca danni al cervello

I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis si sono concentrati sulla ”proteina tau” che contribuisce al normale funzionamento dei neuroni. Nelle persone malate di Alzheimer, però, questa proteina si raccoglie in grovigli che danneggiano le cellule cerebrali.

Gli scienziati hanno dimostrato che i livelli della proteina tau possono essere abbassati da una molecola sintetica, un oligonucleotide antisenso prodotto in laboratorio, che ha come effetto la riduzione dei danno neurologici provocate dai grovigli (che caratterizzano l’Alzheimer).

Pubblicato su Science Translational Medicine”, per ora lo studio viene condotto su scimmie e topi, ma i risultati sono incoraggianti: «Abbiamo dimostrato che questa molecola abbassa i livelli della proteina tau, prevenendo e in alcuni casi invertendo il danno neurologico»,  spiega Timothy Miller, docente di neurologia e autore senior dello studio. «Questo composto è il primo ad aver dimostrato di invertire i danni legati al cervello e ad avere anche il potenziale per essere usato nei pazienti».

 

Gli scienziati americani hanno somministrato l’oligonucleotide anti-tau a topi di 9 mesi ogni giorno per un mese, e hanno poi misurato gli accumuli della proteina tau nel cervello quando i topi avevano 12 mesi: ne è risultata una forte riduzione dei livelli della proteina tau. Non solo: il trattamento non solo ha fermato il suo accumulo, ma ne ha anche invertito i danni. Gli animali trattati sono vissuti più a lungo degli altri trattati col placebo, mostrando migliori capacità cognitive e mnemoniche.

Oltre ai topi, anche le scimmie sono state trattate con questo molecole, ricavandone benefici: «Si tratta di un promettente nuovo approccio, ma dobbiamo condurre ulteriori test» prima di passare alla sperimentazione sull’uomo, conclude il dottor Miller.

Mentre gli scienziati cercano una cura per l’Alzheimer è importante ricordare i sintomi di questa malattia: cambiamenti strani e improvvisi dell’umore, problemi di memoria, difficoltà nella capacità di giudizio, ritiro sociale dal lavoro o dalle altre attività, tendenza a riporre male gli oggetti e non riuscire a trovarli in un secondo momento, fatica a comunicare e a scrivere, difficoltà a portare a termine operazioni generalmente semplici a lavoro o a casa, cambiamenti nella vista, confusione spaziale o temporale. Qualora si dovessero notare qualcuno di questi sintomi è importante rivolgersi a un medico.

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