Totò Cuffaro e la sua tesi di laurea sul sovraffollamento carcerario

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Cinque anni di carcere che hanno segnato duramente la sua vita. A tal punto da scrivere una tesi sul sovraffollamento delle prigioni italiane. Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia condannato per favoreggiamento alla Mafia, durante la sua detenzione a Rebibbi ha riportato su carta la sua esperienza, che ha fatto emergere le condizioni critiche degli istituti penitenziari del nostro paese.

E il voto di laurea, decretato ieri alla Sapienza di Roma, non poteva che essere 110 e lode.

Una discussione che ha colpito emotivamente e catturato l’attenzione dei presenti in aula. “Contrasto al sovraffollamento carcerario tra Costituzione e convenzione europea”,il titolo della tesi scelto da Cuffaro. Propio il dedicarsi a questa stesura, a srivere, a ricercare, a capire quanto sia difficile la condizione nella quale vivono i detenuti, gli ha consentito di sopportare la pena e renderla un po’ più leggera. “Come se avessi una missione da portare a termine”, ha raccontato l’ex governatore siciliano, apparso dimagrito e molto provato dagli anni da carcere.

Una volta uscito di prigione, Cuffaro ha cambiato vita, decidendo di chiudere con la politica per dedicarsi alla sua professione, quella di medico, per aiutare gli altri e fare del bene.

Commovente la dedica stampata sul frontespizio della sua tesi.  “A mio padre la cui ascesa al cielo è avvenuta senza che il carcere mi abbia consentito di essere presente. E Ai detenuti ‘fine pena mai’ che hanno scelto di morire una sola volta piuttosto che morire ogni giorno”.

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