Rai, Brunetta e il caso del libro di Francesco Pinto (con 3 anni di ritardo)

Renato Brunetta si è svegliato all’improvviso e ha chiesto conto alla Rai dell’acquisizione dei diritti del libro scritto dal dirigente di Viale Mazzini Francesco Pinto e acquistato dalla tv di Stato, con evidente conflitto di interessi. Peccato che l’Ultima Ribattuta l’avesse denunciato nell’ormai lontano 2 aprile 2014, quasi tre anni fa. Alla buonora.

Ieri, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha addirittura presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto di quanto avvenuto (e a suo tempo denunciato) in viale Mazzini: nel 2014, infatti, Rai Fiction ha acquistato i diritti del libro “La strada dritta”, edito da Mondadori, scritto da da Francesco Pinto, direttore del centro di produzione Tv di Napoli e già direttore di Raitre tra il 1998 e il 2000. Insomma, tutto in casa.

Come già denunciato dall’Ultima Ribattuta tre anni fa (clicca qui) e ribadito con calma da Brunetta, “La strada dritta” sarebbe dovuta diventare una fiction sulla quale furono investiti ben 105 mila euro per acquisirne immediatamente i diritti: 80 mila euro per Francesco Pinto e 25 mila euro per la Mondadori.

 

«Alla luce dell’incarico svolto da Francesco Pinto all’interno della Tv di Stato, per cui secondo dati ufficiali percepisce un trattamento economico lordo annuo di 210.242 euro, appare del tutto discutibile la scelta operata dalla Rai, poiché si sarebbe dovuto rispettare il codice etico ed
evitare di sfruttare una posizione aziendale per lanciare un proprio prodotto sul mercato».

 

Il presidente Brunetta chiede «se i vertici Rai siano a conoscenza dei fatti e se non ritengano che quanto accaduto non risulti essere una palese lesione del codice etico in considerazione del rapporto di lavoro intercorrente tra Francesco Pinto e la Rai». Gli rispondiamo noi: i vertici Rai lo sapevano da tre anni. L’Ultima Ribattuta, modestamente, è la lettura preferita dei piani alti di viale Mazzini. Che dire? Sono un po’ masochisti…

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