Tumore ovarico, basta un test del sangue per la diagnosi

Una ricerca tutta italiana, pubblicata sulla rivista “Cancer Letter” ha aperto una nuova frontiera nella diagnosi del tumore ovarico, che nel nostro Paese ogni anno colpisce circa 4,8 mila donne.

Secondo lo studio, finanziato con i fondi dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), è possibile effettuare una diagnosi di tumore ovarico grazie ad un esame nel sangue, attraverso l’identificazione di una “firma molecolare” lasciata dalla patologia.

In particolare, nel siero delle donne affette da questo tipo di tumore è presente il microRNA (miRNA), piccole molecole di RNA che vengono utilizzate dai tessuti del nostro organismo (ma anche dal tumore stesso) come “messaggeri intracellulari”.

«La possibilità di rintracciare nel sangue di un paziente le molecole che sono rilasciate dai tumori – spiega Maurizio D’Incalci, Capo Dipartimento di Oncologia dell’Istituto “Mario Negri” – rappresenta un nuovo, valido strumento, anche meno invasivo, per migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici».

Il tumore ovarico rappresenta circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile, andandosi a piazzare decimo posto tra tutti i tumori nelle donne ( 3% sul totale). Lo studio dovrà ora proseguire per determinare in che misura il miRNA possa permettere, oltre alla diagnosi precoce, anche una terapia personalizzata.

«Si tratta di un campo di ricerca ancora largamente inesplorato – ha spiegato D’Incalci –, per cui i dati vanno presi con cautela e validati in ulteriori studi. L’analisi comparativa dei profili di miRNA serici di 168 pazienti affette da tumore sieroso ad alto grado e di di 65 donne di età simile, ma non affette dalla stessa malattia, ha tuttavia evidenziato delle differenze importanti e riproducibili. In particolare vi erano delle differenze nell’espressione di tre miRNA denominati miR1246, miR595 e miR2278».

La ricerca, realizzata da un gruppo di ricercatori italiani appartenenti a diversi centri clinici (Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, Università di Ferrara, Ospedali Civili di Brescia, Università del Sacro Cuore di Roma) ed è stata coordinata dall’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’.

 

 

 

Articoli correlati

*

Top