Ama: le ombre sul rinnovo del dg Bina (che scappa da Voghera)

Le ombre dei reati di falso odeologico e abuso d’ufficio aleggiano sulla conferma di Stefano Bina a direttore generale di Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti di Roma.

Come si può nominare il dg di una società municipalizzata come Ama senza concorso? La nomina di Bina, infatti, sarebbe dovuta arrivare attraverso selezione, prevista sia per personale interno che per quello esterno (il caso di Bina, appunto). La chiamata del dg di Ama, dunque, si sarebbe svolta in maniera illegittima perchè arrivata direttamente da parte del sindaco di Roma. Anzi, qualcuno insinua che Bina sia espressione dell’entourage dei Cinquestelle.

La giunta Raggi, dunque, potrebbe precipitare ancora una volta nel caos più totale dovuto a inesperienza politica e amministrativa. E forse anche ad altro. La nomina che L’ultima Ribattuta aveva dato in anteprima del direttore generale di Asm Voghera, Stefano Bina, ha visto la riconferma senza che venisse svolto il concorso per il nuovo direttore dell’Ama come previsto dal bando.

Non solo: tra i requisiti richiesti dalla selezione (leggi qui), inizialmente c’era quello secondo cui “il candidato ideale …deve aver maturato una significativa esperienza di almeno cinque anni in posizioni apicali (Direttore Generale e/o Dirigente operativo titolare di responsabilità in specifiche funzioni aziendali, comunque munito di poteri idonei ad impegnare l’azienda verso terzi esterni e/o aver ricoperto ruoli dirigenziali per pari periodo, con i medesimi poteri) in primarie Società industriali e di servizi (pubbliche o private) di significativa rilevanza nazionale o regionale del medesimo settore”. Cosa si intende per primarie società? Aziende con strutture organizzative complesse di medio-grande dimensione con almeno 500 dipendenti, operanti nel settore ambientale relativo al ciclo integrato dei rifiuti e di non essere stato rimosso da tali incarichi.

Peccato che Bina provenga dalla Ams di Voghera che di dipendenti ne ha circa 240, meno della metà di quelli richiesti dal bando per la selezione del dg di Ama. Guarda caso – dopo una settimana dalla pubblicazione dell’Avviso di Selezione Pubblica in data 14 dicembre 2016 – l’Ama ha provveduto a pubblicare una precisazione secondo cui i requisiti riportati nel paragrafo “Analisi del profilo professionale” riguardante la significativa esperienza di almeno cinque anni in strutture organizzative complesse di medio-grande dimensione con almeno 500 dipendenti, avrebbero rappresentato un titolo preferenziale e non un elemento ostativo per la partecipazione alla selezione.

Come mai dunque questo “taglia e cuci” per la ricerca della posizione di Direttore Generale di Ama? Come se non bastasse, il termine di presentazione delle candidature era stato prorogato di due giorni, con scadenza il 24 dicembre 2016. Per avere un quadro più chiaro occorre analizzare le recenti elezioni di Voghera. Secondo alcuni, Pd e Cinquestelle erano pronti ad allearsi per vendere la municipalizzata dei rifiuti vogherese. La vittoria di Barbieri (centrodestra), invece, ha scombinato i piani. Guarda caso, il giorno dopo delle elezioni a Voghera, Bina ha accettato l’incarico a Roma.

Questa conferma, però, alimenta i sospetti di chi vuole le nomine per gestire le società di Roma, come dettate da alcune stanze che si trovano al nord, più precisamente a Milano. Non è un caso che l’ex amministratore unico, Alessandro Solidoro presidente dell’ordine dei commercialisti di Milano, avesse lo studio quasi comunicante con gli uffici della Casaleggio associati. Se dovessero risultare veri questi sospetti, come può la Capitale d’Italia ricevere direttive da società private di Milano in questo modo?

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