“Paolo Signorelli, l’uomo, il politico, il detenuto”: il convegno per ricordare il Professore

signorelli

Una serata emozionante per ricordare la figura del professore Paolo Signorelli, organizzata dall’Associazione Giustizia Giusta. Un convegno, tenutosi a Roma presso la sala convegni de “La Fraschetta nel Parco e intitolato proprio “Paolo Signorelli, l’uomo, il politico, il detenuto”.

Oltre 100 le persone presenti che hanno evidentemente ancora nel cuore il Professore e la sua terribile vicenda giudiziaria. All’evento hanno partecipato, in qualità di relatori, il bravissimo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, l’editore Enzo Cipriano, l’avvocato Giuliano Compagno,  Francesco Mancinelli e Luca Signorelli, primogenito di Paolo.

Ed è stato bellissimo vedere gli occhi commossi della moglie Claudia in prima fila (e di tutta la sua comunità familiare come la figlia Silvia, il nipote Paolo e il fratello Ferdinando oltre a parenti e amici ), incurante del tempo, ad applaudire e ringraziare chi, generosamente, ricorda ancora il suo indimenticato uomo di vita.

Davvero toccante l’intervento di Pietrangelo Buttafuoco, che ha concentrato subito su di sé l’attenzione della sala e che, senza nemmeno l’ausilio del microfono, ha compiuto il suo viaggio nel tempo, per ridefinire la figura di Paolo Signorelli. Si è sorretto a Pound, ai Cantos, alla libertà di parola. Una libertà di parola ancora priva di microfono per uomini come Signorelli. “Chi è stato Signorelli? Un testimone di un percorso esistenziale e proprio per questo politico. Un esteta simbolo di onestà lucente, luminosa al punto di vincere i tentativi futili di quanti hanno tentato di cancellare i suoi tratti distintivi. Come Bobby Sands, Paolo ha fatto della lotta, poesia, entrando nel firmamento dei ribelli per l’idea. Il luccichio per quanto fioco della sua luce è presago di qualcosa che arriverà e a cui neanche i tempi maledetti in cui viviamo può togliere potenza vitale.Il migliore di tutti noi è qui, presente questa sera e ciò non è un caso.  Diamogli voce, così che quella giustizia giusta che il gregge gli ha negato possa essere affermata. Il suo sorriso dietro il brillio dei Ray ban sia lo sberleffo dell’uomo di contro i mangiamorte; lo sberleffo di chi seppe bere la vita”. 

A Giuliano Compagno, poi l’arduo compito di seguire ad un oratore eccellente e accattivante come Buttafuoco. Compito portato a termine con la maestria di chi non si abbandona alla improvvisazione ma si sorregge al parapetto dell’esperienza. Paolo Signorelli per lui è stato prima di tutto l’uomo, quello che ha avuto l’onore di conoscere e frequentare nella quotidianità prima che nella popolarità.

“Un esempio di padre giovane e anticonvenzionale è stato in giovinezza, un portatore del grande stile nella completezza della sua esistenza. Un imputato ingiustamente perseguito, perché tra le menti libere, politicamente parlando, dell’epoca. Nel 1980 Paolo Signorelli è stato arrestato, ma il suo caso non passò inosservato tanto che con la sua storia ha aperto una nuova stagione di garantismo politico, permesso anche ai neri. La sua famiglia fu con lui in quell’amara e troppo conosciuta storia. Claudia Signorelli si erse ad esempio di donna che può rimanere accanto ad un imputato senza smettere di lottare per la verità. Fu questo oltre l’illogicità di un tale arresto che permise al caso Signorelli di entrare nel rapporto annuale di Amnesty, quando alla voce Italia poteva leggersi: grande preoccupazione per la sorte di Paolo Signorelli. Questo clamore ruppe il muro dell’omertà e un caso italiano è divenuto caso mondiale. Ad anni di distanza il brulichio non si è ammutolito e il ricordo di Paolo rimane vivo come quello di un uomo che ha amato l’estetica e la vita ed è stato severo con gli altri e prima ancora con se stesso.

Subito dopo è stato il turno di Francesco Mancinelli che non ha tradito la dedizione per chi ha potuto considerare un maestro oltre che un amico. “Dal garantismo al non senso della politica politicante, passando per l’eresia e cercando il bello di ogni personaggio scomodo, tutto questo è stato l’aver conosciuto Paolo. Non minore attenzione ha meritato l’uomo, con le sue conoscenze, la sua generosità a donarsi e ad accogliere”.

Enzo Cipriano ha poi raccontato, da editore, come sia nato il libro “Il teorema, il mostro, il caso” del 1987. “Si voleva lasciare il segno dell’esperienza giudiziaria di Paolo, si voleva sostenere concretamente una volontà di lotta che ha saputo impressionare me sin dal primo incontro con il Professore. Dalla sua esperienza altri hanno saputo trarre forza, altre persecuzioni giudiziarie sono sembrate meno crudeli proprio perché condivise. Il suo disegno dell’uomo nietzschiano con le braccia alzate rimane l’immagine più vicina alla persona reale. L’uomo che lotta e che nel farlo sogna la vittoria”.

Infine Luca Signorelli, il figlio maschio di Paolo, guascone come il padre, non ha esitato, con la sincerità che lo contraddistingue e che ha ereditato, ad ammettere una profonda mancanza riferita sì al padre, ma anche all’amico, anche alla guida, allo scontro e al confronto che Paolo Signorelli per lui ha saputo essere. Ma non ha concesso spazio ad alcuna malinconia e, con il sorriso con il quale ha salutato il convegno e con il ricordo di un uomo che al di là di tutte le costrizioni subite e le imposizioni, ha difeso con tenacia goliardica il diritto alla libertà di essere se stessi, che non può da alcuno esserci tolta. 

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