Sky: l’intervista in ginocchio del Messaggero alla Varetto e i dati del Fatto

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Due lati totalmente opposti del giornalismo sono apparsi sul Messaggero e sul Fatto in merito alla vicenda del trasferimento di Sky da Roma a Milano: un’intervista in ginocchio al direttore di Sky Tg24, Sarah Varetto, sul primo quotidiano, numeri e dati riguardanti i tagli sul secondo.

“La sfida di Sky non è un derby Roma-Milano” è il titolo dell’intervista alla direttrice Varetto che sembra essersi fatta da sola le domande per esaltare le risposte. Nelle domande sul Messaggero fatte da Mario Ajello (guarda caso, chiamato molto spesso come opinionista da Sky Tg24), l’operazione – che trasferirà 310 lavoratori dichiarandone in esubero altri 200 – viene motivata con l’investimento “sull’hub più produttivo, all’avanguardia, che si trova a Milano”.

Nell’intervista, inoltre, la Varetto conferma l’indiscrezione lanciata da L’ultima Ribattuta nei giorni scorsi che vede l’acquisizione da parte di Sky del Capranichetta (leggi qui). Questa mossa permetterebbe all’emittente di perseguire la politica dei tagli e della chiusura della struttura di via Salaria arrivata, secondo la Varetto, all’obsolescenza. Il bello è che la direttrice del Tg di Sky ha il coraggio di promuovere tale scelta come un investimento: “Non disinvestiamo affatto nella Capitale. Proprio di fronte a Montecitorio, nel cuore delle istituzioni, avremo una nuova sede”. Ecco appunto, si risparmia sui costi, intervistando i politici “vicini di casa”: del fatto che verranno chiusi gli uffici di via Salaria poco importa. Neanche un accenno alle politiche aziendali, che pure qualche spreco hanno causato, da parte della Varetto.

Licenziare per poter investire: sembra questa la politica di Sky Italia, confermata dalle parole dell’ad Andrea Zappia, riportate dal Fatto Quotidiano. “Per continuare a offrire prospettive stabili al nostro business – ha dichiarato – vogliamo essere sempre più veloci nel cogliere queste opportunità”, per questo la ristrutturazione “si iscrive in questo contesto”. Nella lettera ai dipendenti, il ceo di Sky Jeremy Darroch, osservava: “In Italia abbiamo incrementato i clienti per il quinto trimestre di fila”: da noi, infatti, l’azienda ha chiuso gli ultimi sei mesi del 2016 con utili operativi in crescita del 141% (oltre 81milioni di euro) e ricavi del 9% (pari a 1,4miliardi). Come si può arrivare a esodare 310 dipendenti e licenziarne altri 200 nella sede di Roma? Perché dalle istituzioni della Capitale d’Italia non si è alzata ancora una voce per chiedere chiarimenti su queste dinamiche?

Un’altra beffa, nell’azienda che registra numeri positivi, è quella del prelievo dalla busta paga di 160 giornalisti per l’assunzione di dodici colleghi. Nella vicenda, si inserisce il gioco allo scaricabarile tra Zappia e Varetto: a vicenda si accusano di aver stilato la lista con gli 11 esuberi giornalistici. Altre ombre si allungano sull’innovazione tanto sbandierata dalla Varetto: proprio la tecnologia è alla base della suite Mosart che ha portato al drastico taglio del personale: se in regia servivano 7 persone, ora ne serviranno solo tre.

 

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